La confessione di Federer: “Sì, ho fatto un miracolo”

Roger stavolta ha ammesso l’impresa fatta: “Non meritavo di vincere, eppure sono ancora qui”

L'uomo dei miracoli alla fine ha confessato, l'ha ammesso che in tanti anni non ci eravamo sbagliati su di lui. «È stato un miracolo, magari adesso pioverà» ha detto guardando il cielo di un'Australia bruciata ma sempre più arsa dal suo infinito talento. Roger Federer l'ha fatto, l'ennesimo. Solo che questa volta non ha avuto il coraggio di negarlo, sfinito com'era, malconcio, davvero per una volta dentro tutti i suoi 38 anni e mezzo. Dopo 7 match point salvati contro Sandgren, un intervento medico e un inguine dolorante: «Sono stato fortunato, quando devi affrontare così tante palle match dell'avversario non puoi avere sotto controllo tutto. Non meritavo di vincere, eppure sono ancora qui. Sì, è un miracolo».L'incredibile storia tennistica del Re si è insomma arricchita di un capitolo che neppure i suoi più adoranti fans pensavano di dover leggere: quante volte Roger è stato dato per finito? Quante volte ci ha smentiti ricordandoci che nella vita, non solo nello sport, «bisogna pensare che sia finita solo quando vai a stringere la mano all'avversario: io non smetto mai prima. E se riesco a vincere un match così o come quello con Millman, sì: ci credo»? Già, Millman, il match nel quale si è trovato 4-8 nel super tie-break del quinto set per vincere sei punti di fila e l'incontro. E Sandgren, ieri, quando dopo aver guadagnato il primo set, è arrivato il dolorino all'improvviso, il doppio 6-2 per l'avversario e i sette match point del quarto set. Salvati con pazienza e fortuna: «Francamente pensavo che fossero stati tre, neanche me li ricordavo». La faccia di Sandgren, Tennys (già, si chiama così), era quella di uno che doveva vincere, stava vincendo, aveva vinto. E invece niente: davanti al Divino tutto può cambiare. Davanti a chi ti batte e non ha neanche la forza di esultare, a chi sa di averla fatta grossa: «Sono un pochino dispiaciuto per lui perché non ha sbagliato niente – ha spiegato il Magnanimo -. Certe sconfitte fanno male e ti chiedi che cosa faresti di diverso se potessi rigiocarle. Avrei potuto sbattere gli occhi al momento sbagliato e steccare. Avrei perso. Sarei andato in Svizzera a sciare. E invece…».E invece in semifinale a Melbourne ci sarà di nuovo Federer-Djokovic, con la probabilità che ci sia da schiantarsi contro un muro. Lo dice l'età, quel dolorino che chissà se passa, il furore di Novak. Per qualcuno Federer farebbe meglio a ritirarsi, perché così vincere sarebbe un miracolo. Magari, però, sarà il prossimo.
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Inter, ufficiale Eriksen: “Non vedevo l'ora. Voglio imparare da Conte”

Christian Eriksen è un nuovo giocatore dell’Inter ed ha scelto la maglia numero 24: “Sono molto felice di poter giocare in Serie A e con una grande società come l’Inter”

L'Inter ha definito diverse operazioni in questi giorni: gli acquisti di Ashley Young e Victor Moses, più le cessioni di Valentino Lazaro al Newcastle e quelle odierne di Gabigol al Flamengo e di Matteo Politano al Napoli. L'ufficialità più importante e prestigiosa in entrata, però, è arrivata nel primo pomeriggio con l'ingaggio di Christian Eriksen dal Tottenham. Il giocatore danese è arrivato a Milano nella giornata di ieri e dopo aver sostenuto le visite mediche di rito e dopo aver ottenuto l'idoneità sportiva da parte del Coni si è recato nella sede dell'Inter per sottoscrivere il contratto fino al 30 giugno del 2024 da quasi 10 milioni di euro a stagione tra parte fissa e bonus.Annuncio in grande stileL'Inter si è fatta aprire le porte del Teatro La Scala per presentare ai tifosi nerazzurri il nuovo acquisto dall'elevata caratura internazionale. Il giocatore ha scelto la maglia numero 24 ma nessun riferimento a Kobe Bryant: al Tottenham indossava la maglia numero 23 e sembra quasi come se simbolicamente voglia fare un passo in avanti nella sua carriera.Eriksen ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da nuovo giocatore dell'Inter: "Non vedevo l’ora di arrivare, essere qui è bellissimo e sono felice di essere un nuovo giocatore dell’Inter. Sono molto emozionato e non vedo l’ora di farmi conoscere dai tifosi, ho già avuto modo di sentire il loro calore, è stata un’accoglienza fantastica. Mi sento benissimo"Il danese ex Ajax ha poi continuato incensando Antonio Conte: "I miei numeri? Non sono uno che ci tiene tantissimo. Ma so che piacciono alla gente e testimoniano che ho fatto molto bene in Inghilterra. Ora è arrivato il momento di intraprendere una nuova sfida, sono molto felice di poter giocare in Serie A e con una grande società come l’Inter. È un club fantastico. Ho avuto modo di conoscerlo quando ero al Tottenham e abbiamo affrontato il suo Chelsea, è stata molto dura. L’opportunità di conoscerlo e di imparare come giocano le sue squadre mi entusiasma".Conte potrebbe anche decidere di convocarlo per la sfida di domani sera contro la Fiorentina di Beppe Iachini o dal primo minuto o a gara in corso. Più facile vederlo in campo contro l'Udienese di Gotti domenica in campionato ma il giocatore ha dimostrato di stare bene dato che ha giocato fino alla scorsa settimana con la maglia del Tottenham. Visualizza questo post su Instagram SELFIE! #WelcomeChristian #NotForEveryone #Inter #ForzaInter #Eriksen #Football #Selfie #InterFansUn post condiviso da Inter (@inter) in data: 28 Gen 2020 alle ore 6:00 PST Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?
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“Stai volando troppo basso” L'audio choc su Kobe Bryant

La torre di controllo ha avuto modo di parlare con il pilota dell’elicottero sul quale viaggiava Kobe Bryant: “State volando basso”, poi il silenzio e lo schianto

Sono passate poco più di 48 ore dalla morte di Kobe Bryant, della figlia Gianna e di altre sette persone nello schianto conl'elicottero avvenuto nei pressi di Calabasas. Le cause dell'incidente presumibilmente sono riconducibili al maltempo, alla fitta nebbia che aveva indotto anche la polizia a vietare il volo ai propri elicotteri. Il velivolo privato dell'ex campione dell'Nba, però, aveva avuto l'autorizzazione per poter volare ma sfortunatamente circa 40 minuti dopo si è schiantato su una collina.L'elicottero dell'ex fenomeno dei Los Angeles Galaxy aveva lasciato Santa Ana nella Contea di Orange, nel sud di Los Angeles, verso le 9:06 con l'esperto pilota 50enne Ara Zobayan che stava volando seguendo le regole del volo a vista ovvero l'insieme di norme e procedure cui un pilota deve attenersi per condurre in sicurezza un volo utilizzando principalmente la propria vista,osservando il terreno sotto di lui. Circa quindici minuti dopo, però, il velivolo ha iniziato a girare in cerchio per circa 15-20 minuti con i controllori del traffico aereo che avevano messo in attesa l'elicottero.Verso le 9:40, ovvero circa 5 minuti prima di precipitare, il pilota viste le avverse condizioni meteo avrebbe potuto richiedere alla torre di controllo di passare alla regole del volo strumentale, ovvero una serie di regolamenti e precedure studiate e create per consentire il volo agli aeremobili anche in condizioni nelle quali i piloti non sono in grado di poter vedere gli ostacoli date le pessime condizioni meteo. Verso le 9.44, l'elicottero ha virato in maniera improvvisa ed è poi salito in quota fino a 600 metri schiantandosi poi alla velocità di 300 km/h contro una collina a 518 metri d'altezza.Le indagini stanno precedendo a ritmi incessanti con gli investigatori federali che esamineranno la storia del pilota e tutti i registri di manutenzione dell'elicottero. Kurt Deetz, un altro pilota di cui si avvaleva Kobe, ha dato la sua opinione in merito all'incidente: "La probabilità di un guasto del motore gemello su quell’aeromobile? Semplicemente non accade", ha dichiarato al Los Angeles Times.L'ultimo audioOggi, a distanza di oltre 48 ore dall'incidente, alcuni siti americani dedicati all'aviazione hanno pubblicato l'ultimo audio avvenuto tra il pilota dell'elicottero e la torre di controllo. Nell'audio che dura circa un minuto e mezzo si nota come all'inizio le comunicazioni avvengano in maniera tranquilla ma veso il finale non si sente più parlare Ara Zobayan con l'addetto del trafficoaereo che avrebbe intimato al pilota di volare più alto: "Sta volando ancora troppo basso", poco dopo il tragico impatto che è costato la vita a nove persone, tra cui l'ex fenomeno del basket mondiale e sua figlia Gianna che sognava di seguire le orme del Black Mamba.

Kobe Bryant, l’ultimo audio: “State volando troppo bassi”

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Coppa Italia, il Milan batte 4-2 il Torino e va in semifinale. Ricordo da brividi per Bryant

Il Milan vince 4-2 in rimonta, ma solo dopo i supplementari, contro il Torino e vola così in semifinale dove affronterà la Juventus. Grande commozione per il saluto a Bryant

"Rest in peace Kobe e Gianna together forever", è questo uno striscione apparso sugli spalti del Meazza durante Milan-Torino di Coppa Italia. Il pubblico di San Siro ha omaggiato alla grande la memoria di Kobe Bryant, scomparso nella giornata di domenica insieme alla figlia Gianna di 13 anni e ad altre sette persone per la caduta del suo elicottero privato. L'ex fuoriclasse dei Los Angeles Lakers si era sempre dichiarato un grande tifoso rossonero con il club di via Aldo Rossi che ha chiesto e ottenuto di poter giocare con il lutto al braccio e di poter osservare un minuto di silenzio per commemorare lo scomparso fuoriclasse. Al minuto 24 della partita, poi, tutto il pubblico si è alzato in piedi ed ha dedicato un lungo applauso alla memoria di Kobe.In campo le due squadre si sono affrontate a viso aperto con il match che è stato vinto in rimonta per 4-2, e ai tempi supplementari, dal Milan di Stefano Pioli che ottiene la quinta vittoria consecutiva tra campionato e Coppa Italia. Al gol di Giacomo Bonaventura ha risposto la doppietta del difensore brasiliano Bremer, con un gol per tempo, che ha permesso così ai granata di ribaltarla e di sognare la qualificazione ma solo fino al 90'. A tempo ormai scaduto, infatti, Calhanoglu segna il 2-2 e si va così ai supplementari. Dopo un primo tempo ricco di emozioni e di occasioni da ambo le parti, il Milan rompe gli indugi nel secondo tempo con l'uno-due terrificante Calhanoglu-Ibrahimovic che spezza così i sogni di gloria dei granata e che spinge in semifinale il Milan che ora se la vedrà contro la Juventus di Sarri in una doppia sfida tra andata e ritorno. Mazzarri, invece, dopo i sette gol presi contro l'Atalanta in campionato rischia l'esonero dopo la sconfitta di questa sera: l'ultima decisione spetterà al presidente Urbano Cairo.La cronacaIl Milan di Pioli si conferma in formissima e parte in pressing sul Torino di Mazzarri con Rebic, Piatek e Bonanaventura particolarmente attivi. Proprio quest'ultimo segna il vantaggio al 12' mettendola in rete a porta vuota su assist di Rebic da sinistra (brutto pallone perso a metà campo da Verdi nella circostanza). Minuto 24' tutto lo stadio Meazza in toto applaude in ricordo di Kobe: da brividi.Al 25' Castillejo sterza e con il mancino impegna Sirigu ad una parata difficile in calcio d'angolo. Al 34' il Torino la pareggia con Bremer che allarga per Belotti che smista per Verdi che serve con un assist al bacio, di prima, ancora Bremer che controlla e batte Donnarumma. Krunic e Rebic ci provano tra il 38' e il 39' ma con scarsi risultati e al 40' il Milan segna il 2-1 con Rebic ma l'arbitro Pasqua annulla per il fallo di mano di Piatek.Nella ripresa il Torino è più arrembante con il Milan un po' stanco e sulle gambe rispetto alla prima frazione. Al 58' Romagnoli ci prova di testa ma la sfera esce di poco e al 65' i granata costruiscono una bella azione con Berenguer che va al tiro trovando la parata a terra di Sirigu. Al 71' gli ospiti passano in vantaggio ancora con Bremer, alla prima doppietta in carriera, che di testa corregge in rete l'assist di Verdi.Il Milan ci prova fino alla fine e al 91' arriva il pari di Calhanoglu che fa partire un tiro da fuori area, deviato da Djidji. Al 93' Ibrahimovic si mangia un gol incredibile spedendola alta sopra la traversa su assist di Leao. Lo svedese va al tiro al 95' ma Sirigu respinge e si va ai supplementari.I supplementariNella prima frazione Verdi impegna Donnarumma su punizione al 94' e un minuto dopo Sirigu compie un miracolo sul tiro di Calhanoglu mentre al 99' il portiere del Milan a salvare tutto su Ola Aina prima e su Belotti al minuto 100. Nel finale del primo tempo doppio grande intervento di Sirigu su Theo Hernandez che poteva fare sicuramente meglio.Nella ripresa Calhanoglu segna subito il 3-2 al minuto 106' con un tiro di sinistro, su assist di Kessie, che piega le mani di Sirigu. Al 109' Castillejo sfonda a destra e la mette in mezzo per Leao che fa sponda per Ibra che di destro batte ancora Sirigu. Il Torino non ne ha più nel finale e la sfida termina così sul 4-2 per il Milan che vola alle semifinali di Coppa Italia dove affronterà la Juventus di Sarri.Il tabellinoMilan: Donnarumma G.; Conti, Kjaer , Romagnoli, Theo Hernandez; Castillejo, Krunic (82' Calhanoglu), Bennacer, Bonaventura (76' Rafael Leao); Rebic (105' Kessie), Piatek (65' Ibrahimovic).Torino: Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer (83' Djidji); De Silvestri (112' Lyanco), Rincon (112' Laxalt), Lukic, Aina; Berenguer (90' Millico), Verdi; Belotti.Reti: 12' Bonaventura (M), 34' e 71' Bremer (T), 91' e 106' Calhanoglu (M), 109' Ibrahimovic (M)Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?
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Il “reietto” rossonero che ha salvato il campionato

San Gennaro (Gattuso) da Corigliano Calabro è il nuovo santo protettore della sfida scudetto. Ha compiuto un mezzo miracolo calcistico. Ha evitato cioè che il duello tricolore che ha reso fin qui attraente il nostro calcio, nel passato dominato dalla dittatura juventina, si concludesse, prematuramente, in una tiepida notte di fine gennaio a Napoli e ha indicato ai rivali già rassegnati, come Inter e Lazio in particolare, la strada attraverso la quale è possibile togliere acqua al mulino di Sarri riducendo alla sete il suo famosissimo tridente d'attacco. Al netto dello stupefacente 2 a 1 realizzato, due risultati, frutto del lavoro di questi 45 giorni spesi dallo staff di Rino in quel di Castel Volturno a ingoiare rospi e a studiare dati accumulati durante gli allenamenti, hanno stregato i critici. Il primo: l'efficace organizzazione difensiva ritrovata, nonostante l'assenza del suo pilastro di cemento armato, Koulibaly, grazie a Manolas regista e Di Lorenzo uscito indenne dai duelli uno contro uno. Il secondo: aver occupato gli spazi della propria metà-campo impedendo le linee di passaggio alla Juve, trovate in altre cento occasioni, rendendo così sterile ogni iniziativa e riducendo il numero dei tiri in porta a un dato insignificante. Domenica notte, salvato il campionato, Rino Gattuso aveva un viso e gesti nervosi delle mani che parlavano per lui. Raccontavano delle sofferenze patite nei precedenti turni scanditi da quattro sconfitte domestiche consecutive. «Questi siamo, 27 punti valiamo» è diventato il suo mantra per ricordare ai più l'eredità scomoda ricevuta e il lavoro di risanamento fisico e morale da portare ancora a compimento. Andò esattamente così anche al Milan appena arrivato sulla scomoda panchina di Montella, con quella beffa subita a Benevento e altre pene successive prima di raddrizzare la rotta della sua squadra e condurla, dopo 18 mesi, a 1 punto dalla Champions league. Non ci fosse stato il litigio con Leonardo e Maldini dopo il derby di ritorno e il dissenso con la linea guida dell'azionista, Gattuso avrebbe magari maturato il proposito di restare ancora a Milanello che considerava casa sua. E giocato la Champions a San Siro.
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Quei crudeli dispetti del dio del pallone

Sarri umiliato dai partenopei di Ringhio, Conte beffato dal Ninja ripudiato

Torino Il day after bianconero è quello che è. Non il massimo, ovviamente. Perché tornare sconfitti dal San Paolo, per quanto contro un Napoli che non vinceva nell'impianto amico addirittura da ottobre, ci può anche stare: semmai è il modo in cui è maturato il ko ad avere infastidito l'ambiente. Il non avere effettuato nemmeno un tiro nello specchio della porta per tutto il primo tempo, per esempio, è evento verificatosi per la prima volta in stagione: il che fa a cazzotti con la presenza in campo del tridente pesante, certo che sì. Troppe cose non hanno funzionato, insomma. Dentro il campo, ma anche fuori. Dove Sarri ha ammesso che la sua squadra ha disputato «una partita di scarsa energia mentale ed emotiva, come già ci era accaduto contro la Lazio». Bene ma non benissimo: perché, tradizionalmente, la Juve ha sempre fatto dell'approccio mentale uno dei propri punti di forza. A maggior ragione in occasioni di partite contro le pari grado o simili: a Napoli è invece scesa in campo una squadra molle, a tratti slegata. Che Sarri bacchetterà, pur se l'impressione è che non voglia infierire dal momento che «si è sbagliato tutti insieme, è mancato il collettivo». E però la sconfitta brucia anche perché, dopo i pareggi di Inter e Lazio, ci sarebbe stata la possibilità di aumentare davvero il vantaggio in classifica.Ma il giorno dopo è anche quello dei tifosi perplessi meglio: arrabbiati – per alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso tecnico bianconero: «È ovvio che avrei preferito non tornare a casa sconfitto. Che poi sia capitato contro il Napoli, non mi dà particolare fastidio. Sono contento per quei ragazzi cui sono e rimarrò legato per sempre: se proprio bisogna perdere, meglio con loro che con altri. Devo molto a quel gruppo: se si tolgono dai guai, sono contento». Un po' come se Conte, al termine dell'ultimo Inter-Juve, avesse detto «ok, meglio perdere contro di loro che con altre squadre». I più intransigenti non hanno gradito, mettiamola così. E, in rete, il dibattito si è acceso in fretta tra innocentisti («non ha detto nulla di male») e colpevolisti («follia»). Peraltro, da alcuni spifferi (non confermati, logicamente) pare non abbia apprezzato granché nemmeno Andrea Agnelli, per cui, l'aria torinese non sembra così salubre anche senza tirare in ballo i PM10.Sui social, per di più, gli incidenti diplomatici sono sempre dietro l'angolo e ieri per esempio il quotidiano La Stampa ha chiesto scusa ai tifosi interisti per avere pubblicato sul proprio sito un tweet dello scrittore Christian Rocca in cui l'Inter veniva descritta come «una specie di reparto di neuropsichiatria» facendo riferimento a quanto andato in scena al termine del match contro il Cagliari. Il clima è quello che è: non serenissimo, né di qua né di là. Pur se la Juve resta davanti a tutti in campionato, è arrivata in carrozza agli ottavi di Champions e ha raggiunto la semifinale di Coppa Italia. Certi scricchiolii, però, non fanno piacere. E nemmeno, dopo la seconda giornata di ritorno, gli otto punti in meno in classifica rispetto all'anno scorso.
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La straziante lettera di LeBron a Kobe: “Fratello, porterò avanti la tua eredità”

LeBron James ha rotto il suo lungo silenzio ed ha postato sui social una lettera per ricordare l’amico Kobe Bryant: “Ho il cuore spezzato e sono disperato fratello mio. Ti voglio bene fratello maggiore”

Sono già passati due giorni dalla morte di Kobe Bryant, della figlia Gianna e di altre sette persone a bordo dell'elicottero privato che si è schiantato domenica mattina a Calebasas. L'Nba, il mondo del basket e tutto lo sport in generale non hanno ancora metabolizzato una notizia terribile che ha portato i Lakers a richiedere l'annullamento del derby contro i Clippers che si sarebbe dobuto giocare proprio questa notte negli Stati Uniti.L'ex squadra di Kobe ha informato tutti sui canali social che il derby è stato rinviato a data da destinarsi:"Dopo un consulto con l’Nba League office annunciamo che la gara tra i Los Angeles Lakers e i Los Angeles Clippers in programma martedì 28 gennaio è stata rinviata a data da destinarsi. I Los Angeles Lakers vogliono ringraziare tutti voi per lo straordinario supporto e per le condoglianze ricevute. Questo è un momento molto difficile per tutti noi. Continuiamo ad essere vicini alla famiglia Bryant e vi daremo maggiori informazioni quando sarà possibile". pic.twitter.com/Y2hNr1QXG0— Los Angeles Lakers (@Lakers) January 27, 2020 Nei Los Angeles Lakers, ormai da un anno e mezzo, gioca in pianta stabile un altro fuoriclasse del calibro di Bryant come LeBron James che è scoppiato in lacrime alla notizia della scomparsa del suo ex collega, amico e grande idolo. Dopo ore, tante, di silenzio anche il 35enne ex Cleveland Cavaliers ha rotto gli indugi sui social ed ha dedicato un lungo post a Kobe:"Non sono pronto ma ci provo"- inizia così il lungo post del fuoriclasse dell'Nba- "Sono qui seduto e cerco di scrivere qualcosa di sensato per questo post ma appena ci provo ricomincio a piangere pensando a te, alla mia nipotina Gigi e all’amicizia/legame/fratellanza che avevamo!". LeBron ha poi affermato di aver sentito per l'ultima volta Kobe prima della tragedia: "Ho letteralmente sentito la tua voce domenica mattina prima della nostra partenza da Philadelphia per tornare a LA. Non avrei mai e poi mai immaginato che quella sarebbe stata la nostra ultima conversazione. Ho il cuore spezzato e sono disperato fratello mio. Ti voglio bene fratello maggiore. Il mio affetto va a Vanessa e alle ragazze".La chiusura della lettera con una promessa importante: "Ti prometto che porterò avanti la tua eredità. Significhi cosi tanto per tutti noi, soprattutto per la #LakerNation e adesso è mia responsabilità caricarmi il peso sulle spalle e andare avanti. Ti prego, dammi forza dall’alto e prenditi cura di me. Ora siamo qui. Ci sono così tante altre cose che vorrei dire ma adesso proprio non ci riesco. Fino a quando non ci rincontreremo #Mamba4Life #Gigi4Life". Visualizza questo post su Instagram I’m Not Ready but here I go. Man I sitting here trying to write something for this post but every time I try I begin crying again just thinking about you, niece Gigi and the friendship/bond/brotherhood we had! I literally just heard your voice Sunday morning before I left Philly to head back to LA. Didn’t think for one bit in a million years that would be the last conversation we’d have. WTF!! I’m heartbroken and devastated my brother!! . Man I love you big bro. My heart goes to Vanessa and the kids. I promise you I’ll continue your legacy man! You mean so much to us all here especially #LakerNation and it’s my responsibility to put this shit on my back and keep it going!! Please give me the strength from the heavens above and watch over me! I got US here! There’s so much more I want to say but just can’t right now because I can’t get through it! Until we meet again my brother!! #Mamba4Life #Gigi4LifeUn post condiviso da LeBron James (@kingjames) in data: 27 Gen 2020 alle ore 6:43 PST Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?
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Milan e Juventus studiano lo scambio: Paquetà per Bernardeschi

Milan e Juventus sono stuzzicate dall’idea di scambiarsi due giocatori: il brasiliano Paquetà andrebbe alla corte di Sarri con Bernardeschi che farebbe percorso inverso

la Juventus potrebbe perfezionare uno scambio di mercato che porterebbe Mattia De Sciglio al Psg con Lavyn Kurzawa che farebbe il percorso inverso alla corte di Maurizio Sarri. Fabio Paratici ha confermato come sia un'opportunità concreta di mercato ma ancora non c'è nulla di ufficiale. Nei giorni scorsi si era parlato anche di uno scambio tra Ivan Rakitic e Federico Bernardeschi ma pare che i due club non abbiano trovato l'intesa sulle valutazioni di entrambi i giocatori con l'italiano 6 anni più giovane rispetto al collega croato.Difficile collocazioneFederico Bernardeschi sta facendo fatica ad ingranare con Maurizio Sarri con l'ex Fiorentina che forse non ha ancora trovato la sua reale collocazione in campo: trequartista, esterno d'attacco o mezzala, in realtà il 25enne toscano è un calciatore completo e in grado di ricoprire tutti questi ruoli. Nella realtà dei fatti, però, Bernardeschi è un po' uscito dai radar dei titolari ed è forse l'ultima scelta di Maurizio Sarri in questo momento.Scambio alla pari?Secondo quanto riporta Sportmediaset Bernardeschi vorrebbe cambiare aria in quanto non più centrale nel progetto del tecnico toscano. Non solo l'italiano, dato che anche al Milan c'è un giocatore che non vede l'ora di rilanciarsi magari lontano da Milanello: ovvero Lucas Paquetà. Il brasiliano è stato pagato un anno fa la bellezza di 35 milioni di euro, l'italiano 40 milioni di euro dunque le due valutazioni sono similari.Paquetà è tre anni più giovane rispetto a Bernardeschi che ha però già dimostrato il suo valore in Serie A con una serie di prestazioni di livello. L'ex Fiorentina sarebbe anche più congeniale al nuovo modulo del Milan, il 4-4-2, dove si potrebbe scatenare sugli esterni vista la sua grande duttilità. L'idea stuzzica entrambi i club ma il tempo stringe dato che mancano 5 giorni alla chiusura di una lunga sessione di mercato che sta per volgere alla fine.Finora i rossoneri hanno messo a segno due colpi Zlatan Ibrahimovic e Simon Kjaer e con i bianconeri che non hanno ancora definito nessun affare in entrata. Questi due scambi, però, potrebbero rivoluzionare un po' la rosa di Sarri che potrebbe perdere anche Emre Can ma solo in caso di offerta irrinunciabile. Lo scambio piace anche ai tifosi di entrambe le squadre, soprattutto quelli del Milan che considerano ormai chiusa l'esperienza del 22enne ex Flamengo in rossonero fortemente voluto da Leonardo solo un anno fa.Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?
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Inter, finalmente Eriksen: “Sono felice di essere qui”

Dopo settimane di tira e molla l’Inter ha definito l’acquisto di Eriksen dal Tottenham. Il giocatore ha firmato un contratto fino al 30 giugno del 2024 da 7,5 milioni di euro più bonus

Antonio Conte può sorridere: Christian Eriksen è finalmente un giocatore dell'Inter e andrà a rinforzare una squadra che oggi più che mai ha bisogno della sua classe, qualità ed esperienza. Il 27enne danese è sbarcato questa mattina a Milano ha svolto le visite mediche di rito presso l'Humanitas di Rozzano e terminati tutti i test fisici si è poi recato al Coni per ottenere l'idoneità sportiva. L'ex giocatore del Tottenham si è anche affacciato alla finestra ed ha salutato i tanti tifosi che lo acclamavano con cori e si è anche scattato un selfie con alle spalle i supporter dell'Inter.Eriksen arriva all'Inter per una cifra complessiva di 20 milion di euro divisi in 15 milioni di parte fissa più 5 di bonus. Il giocatore è sbarcato in Italia con il suo agente Martin Schoots e alla domanda se fosse felice di essere arrivato a Milano ha risposto: "Yes, of course". "Ovviamente sì". Il giocatore percepirà uno stipendio molto alto fino al 30 giugno del 2024: 7,5 milioni di euro più bonus un po' come Romelu Lukaku.Acquisto di qualitàL'ex centrocampista di Ajax e Tottenham volendo sarebbe già pronto per scendere in campo contro la Fiorentina mercoledì sera in Coppa Italia con Antonio Conte che potrebbe portarlo in panchina ma senza farlo giocare un po' come fatto con Victor Moses nell'ultimo turno di campionato. Il tecnico salentino, però, potrebbe anche schierarlo a sorpresa magari per uno spezzone di partita per farlo integrare il prima possibile in squadra e per poi lanciarlo da titolare alla Dacia Arena contro l'Udinese di Gotti in un match fondamentale per le sorti nerazzurre che devono riprendere la marcia interrotta da tre partite in campionato.Puzzle quasi completoIn questi giorni hanno salutato Appiano Gentile Valentino Lazaro, finito al Newcastle e Matteo Politano che dopo aver visto saltare il suo trasferimento alla Roma ha visto però concretizzarsi quello al Napoli. Sebastiano Esposito e Federico Dimarco dovrebbero comunque rimanere alla base con Matias Vecino ultimo indiziato a lasciare l'Inter direzione Everton. Se dovesse essere ceduto anche l'uruguaiano potrebbe arrivare un altro centrocampista ma low cost giusto per tamponare fino al termine del campionato.Arrivati Eriksen, Young e Moses ora manca solo l'ultimo tassello, il tanto desiderato vice-Lukaku e sembra che tutto porti ad Olivier Giroud che ha già da tempo un accordo con il club di viale della Liberazione. Il mercato chiuderà venerdì 31 gennaio e dunque ci sono ancora pochi giorni per operare sul mercato: Marotta e Ausilio dovranno affrettarsi a chiudere per il francese e la cessione di Gabigol al Flamengo potrebbe accelerare la chiusura dell'affare.Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?
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Odio social su Immobile: “Ciro ce l'ha l'elicottero?” La moglie: “Siete dei mostri”

Jessica Melena ha pubblicato una story su Instagram con alcuni insulti social ricevuti dal marito Ciro Immobile: “Ogni giorno che passa resto sempre più senza parole”

Non c'è mai fine al peggio e i social network, purtroppo, se non utilizzati in maniera corretta possono diventare un'arma davvero pericolosa. Questa volta a finire nel mirino degli hater, e non è la prima volta, è stato l'attaccante della Lazio, il capocannoniere del campionato di Serie A Ciro Immobile con qualche utente che si è divertito a mettere in rete una frase terribile visto il suo significato: "Ma Immobile ce l’ha l’elicottero?". Ovviamente questa frase è riconducibile al tragico incidente in cui ha perso la vita l'ex fuoriclasse Nba Kobe Bryant, deceduto insieme alla figlia Gianna e ad altre sette persone a bordo dell'elicottero che si è schiantato al suolo dopo 40' dal suo decollo.La moglie dell'attaccante della Lazio ha risposto a questo odio social con una story su Instagram dove ha postato la frase choc con il seguente commento: "Povertà d'animo. Ma dico io, dopo una tragedia del genere, come si possono scrivere certe cose? Per carità, nessuno può piacere a tutti, ma ci sono modi e modi. Qui si parla di ignoranza, cattiveria, qui si tratta di essere mostri! Io ho paura di queste persone, mi fanno pena e tristezza. Ma non state bene per nulla! Ogni giorno che passa rimango sempre più senza parole".Immobile non ha risposto alle provocazioni social ed ha postato solo una foto del mitico Kobe Bryant sul suo profilo Instagram con una semplice e significativa didascalia: "Rip leggenda". Il suo post ha raccolto oltre 125.000 like e una serie infinita di commenti, la maggior parte dei quali fortunatamente per omaggiare la memoria dello scomparso Kobe che ha lasciato un vuoto enorme nel mondo dello sport e non solo.Non è la prima volta che lady Immobile scende in campo per difendere il marito visto che in un'altra circostanza qualcuno sui social aveva insultato le figlie della coppia. Jessica ha postato in una story anche una foto di Kobe con la figlia Gianna e subito dopo la seguente didascalia a corredo:"Non siamo niente in questo mondo, siamo delle parentesi, siamo dei passanti. Costruiamo qualcosa di bello e lasciamo qualcosa di bello, amiamo e doniamo la vita è troppo breve per tutto il resto". Quest'ultimo messaggio della moglie di Immobile dovrebbe essere di insegnamento per troppe persone che riversano odio sui social senza un reale motivoSegui già la pagina di sport de ilGiornale.it?
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