Guendalina Tavassi attaccata dall'ex: “Non hai fatto la madre”

In un messaggio riportato su Instagram, Remo Nicolini si è scagliato contro l’ex storica, Guendalina Tavassi, difendendo la posizione della figlia Gaia

Negli ultimi giorni, Guendalina Tavassi è finita al centro del gossip per via di una grave accusa, lanciatale via social dalla primogenita, Gaia Nicolini. La giovane influencer, che Guendalina ha avuto all'età di 17 anni dall'ex storico, Remo Nicolini, ha recentemente accusato la madre di essere stata assente nella sua vita, lasciandosi andare ad uno sfogo in un'Instagram story condivisa con il web.Nella storia in questione, l'adolescente Gaia ha parlato della madre partita per una vacanza a Tenerife insieme all'attuale consorte Umberto D'Aponte, da cui Guendalina ha avuto i figli Chloe e Salvatore. A margine delle parole al vetriolo destinate alla madre, ha voluto avere voce in capitolo l'ex storico di Guendalina Tavassi, nonché il padre della ragazza insorta su Instagram.“La cosa più brutta è che da anni, tramite avvocato, mandiamo lettere su lettere -ha fatto sapere Remo Nicolini, in risposta ad alcuni messaggi giunti dagli utenti che hanno commentato la querelle social esplosa tra mamma e figlia-, ma lei se ne frega”. “Ecco perché Gaia ha voluto fare questo sfogo – ha poi confidato l’uomo – perché a questa pseudo-mamma frega solo se l’attacchi sui social, le frega solo di questo mondo”. Remo Nicolini ha anche voluto sottolineare quanto, al di là delle apparenze, la figlia abbia ad oggi sofferto per la presunta anaffettività di Guendalina: “E vi assicuro che, levando il make-up e le foto in costume, Gaia è una bambina che ha sofferto. Faccio tutto io, sono ‘mapà’ (mamma e papà). La sua figura (della madre, ndr) è mancata a lei".L'ex storico dell'ex gieffina, attraverso il suo intervento su Instagram, ha voluto soprattutto difendere la posizione della figlia, Gaia, che da molti è ora accusata di strumentalizzare il suo discusso rapporto con la madre, Guendalina Tavassi, al mero scopo di ottenere visibilità e consensi: “Fidatevi, non è bello vedere tua madre fare la happy family con gli altri due figli mentre con te c’è solo indifferenza. Ora, chi vuole capire, capisca, chi attacca Gaia e difende quella, secondo me, non capisce niente o è un fake. Scusate lo sfogo”. C'è persino chi ritiene che gli attacchi social destinati a Guendalina siano in realtà un piano di marketing montato ad arte, ma intanto a smentire quanto sostenuto dalle malelingue è la stessa Gaia: “Purtroppo niente è finto; c’è gente che dice sia fatto per popolarità, ma non è vero niente, non si scherza con questi argomenti”.Remo Nicolini denunciato da Guendalina Tavassi?In un video condiviso diverse ore fa, sul suo profilo Instagram, Remo Nicolini ha lamentato di essere stato denunciato dall'ex, Guendalina Tavassi. Ma quest'ultima ha prontamente smentito quanto riportato in rete dal padre di Gaia."Volete sapere cosa ha fatto la grande mamma -ha quindi detto Remo- dopo i messaggi che Gaia ha scritto per sfogare un suo malessere? Non ha cercato la figlia, non è venuta a prendersela, bensì mi ha denunciato!". E la risposta di Guendalina non si è fatta attendere molto, tra le Instagram story: “La vicenda è strumentalizzata. Anche sul tema querele: non ho denunciato Gaia né suo padre. Mi sono rivolta ad un avvocato, che è anche un mio amico, perché avrei voluto mettere un punto a questa storia visto che Gaia non mi risponde. Ho tentato di trovare un modo per non farle del male visto che è ancora in formazione e non deve essere manipolata come sta accadendo”.Segui già la pagina di gossip de Il giornale Pop? Visualizza questo post su Instagram yo soy asì, si te gusta bien si no tambìenUn post condiviso da Gaia Nicolini (@reina_nicolini.m) in data: 9 Lug 2019 alle ore 11:20 PDT Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da REMO NICOLINI (@il_don_nicolini) in data: 29 Nov 2019 alle ore 8:53 PST
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Giulia De Lellis conferma: “È vero, mi ​hanno detto no per Sanremo”

L’ex corteggiatrice di Uomini e Donne ha confermato le indiscrezioni trapelate poche ore fa che Amadeus non l’avrebbe voluta a Sanremo, ma non in veste di co-conduttrice

Alla fine le voci circolate nelle scorse ore sul web hanno trovato conferma: le porte dell'Ariston non si apriranno per Giulia De Lellis. Ma non per quello che tutti hanno pensato. A svelare come sono andate veramente le cose è stata la diretta interessata. Attraverso una serie di video pubblicati sui social, l'influencer capitolina ha spiegato perché e come ha ricevuto un "bel no" dagli organizzatori del Festival di Sanremo.Nelle scorse ore era iniziata a trapelare l'indiscrezione che voleva Diletta Leotta e Giulia De Lellis in qualità di co-conduttrici al prossimo Festival al fianco di Amadeus. La notizia era apparsa sul settimanale "Spy", ma mancavano le certezze. In realtà, a smentire la notizia ci ha pensato una delle due interessate, la De Lellis che è comparsa su Instagram con alcuni video chiarificatori. Di ritorno da una cena romantica con il compagno Andrea Iannone, l'influencer ha raccontato come sono andate davvero le cose: "Devo dire una cosa importantissima perché è uscita la notizia che Francesco Facchinetti mi ha proposta come presentatrice di Sanremo, anzi co-presentatrice e ci siamo beccati un bel no. Ecco a proposito di questo c'è un grandissimo e gravissimo errore. Francesco non mi ha mai proposta come presentatrice e nessuno ci ha mai detto di no".Giulia De Lellis non si è limitata, però, ad una semplice smentita ma ha svelato che i contatti con Amadeus ci sono stati, ma per altri motivi: "In merito a questo c'è da dire che Francesco mi ha proposto a Sanremo, ma come artista per cantare finalmente ed esibirmi cantando i miei pezzi. E lì mi hanno detto no, ecco lì hanno sbagliato". Per chi segue la giovane influencer non si tratta di una novità. Nei mesi passati la De Lellis aveva più volte parlato del suo sogno di cantare e incidere un suo album, parlando anche di canzoni già scritte. Facchinetti l'ha dunque proposta ad Amedeus per entrare in gara, ma quest'ultimo non ha accettato. In merito al ruolo di co-conduttrice però Giulia, che nei giorni scorsi aveva lanciato velate frecciatine social a Belen, ha tenuto a precisare il suo pensiero, spiegando di non sentirsi all'altezza: "Mi sento troppo giovane per andare a fare la co-presentatrice di Sanremo, non mi sento ancora pronta ma come artista sì, sarei stata pronta". Visualizza questo post su Instagram La verità di #giuliadelellis sul #festivaldisanremo #sanremo2020 #anticipazionitv #uominiedonne #gossipnews #followmeUn post condiviso da Notizie Audaci (@notizieaudaci) in data: 30 Nov 2019 alle ore 1:44 PST
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La rivelazione: “Il principe Andrea potrebbe non tornare più alla vita pubblica”

A causa dello scandalo in cui il principe Andrea è implicato e a causa delle gravi accuse che Virginia Giuffre ha mosso nei suoi confronti, il ritiro del duca non sarebbe limitato ad un periodo di tempo

Il principe Andrea potrebbe non tornare mai più alla vita pubblica. Ad affermarlo è una fonte interna a Buckingham Palace, che ha rivelato al Mirror l’eventualità, divenuta ormai certezza, che il ritiro a vita privata del terzogenito di Elisabetta sia definitivo. La paura della Royal Family è cresciuta negli ultimi giorni, in attesa della nuova intervista che Virginia Giuffre rilascerà il 2 dicembre, nella quale rivelerà nuovi dettagli scottanti, riguardo al principe e ai suoi legami con Jeffrey Epstein.La Giuffre ha accusato il duca di York di aver fatto sesso con lei quando aveva 17 anni e di essere stata "svenduta" al principe dal finanziere e Ghislaine Maxwell. Ma Andrea ha sempre negato alcun coinvolgimento, tentando di scagionarsi dalle accuse con la chiacchierata intervista per la BBC, che ha causato ulteriore imbarazzo alla famiglia reale. La regina Elisabetta e il primogenito Carlo si sono visti costretti ad escludere Andrea dai suoi doveri, al fine di porre rimedio a uno scandalo che ha coinvolto tutti i membri di casa Windsor.Ha dichiarato la fonte: “C’è un clima di trepidante attesa a palazzo, riguardo a ciò che Virginia Giuffre potrebbe rivelare e ad un potenziale coinvolgimento dell’FBI. Il principe Andrea deve fronteggiare lo scenario peggiore – che non ritorni mai più ai suoi doveri pubblici -. Il duca di York ha affermato di prendersi una pausa dalla vita pubblica solo per un periodo di tempo, ma la verità è che gli è stato detto che ci vorrà molto tempo prima di tornare ai suoi doveri, forse mai”.In un teaser dell’intervista che verrà mandata in onda lunedì 2 dicembre, Virginia Giuffre descrive il tempo trascorso con il pedofilo Jeffrey Epstein come “davvero pauroso”. La donna ha affermato di aver conosciuto il principe tramite l’amico Epstein e la sua ex fidanzata Ghislaine Maxwell. E nella dimora londinese della donna, si sarebbe consumato il primo rapporto intimo con il duca, quando Virginia era minorenne. Nonostante una foto in cui è ritratto proprio a casa della Maxwell con un braccio intorno alla vita della giovane, durante l'intervista, il duca di York ha dichiarato di non ricordare di aver incontrato la ragazza. “Lui sa cosa ha fatto, io so cosa è successo. Soltanto uno di noi due dice la verità”, ha affermato la Giuffre, le cui nuove rivelazioni potrebbero peggiorare ulteriormente la posizione di Andrea.
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Ferrari, sogno Hamilton: il matrimonio è in vista?

Con i fatti del Brasile alle spalle, a Maranello serpeggia l’ombra di Hamilton: Binotto, Elkann, tutto pende verso il campione inglese. Ma è davvero ciò che serve alla Ferrari?

Ferrari e Hamilton, Ferrari e Senna. Epoche e campioni lontani, storie con un finale che potrebbe essere stavolta diverso.Che il campione brasiliano fosse stato vicinissimo nel venire a Maranello, lo sappiamo ormai un po' tutti. Che Lewis Hamilton strizzi l’occhio alla Ferrari senza rovinare la sua lunga storia d’amore con Mercedes, anche: in particolare questo 2019 ha visto la Rossa e Lewis molte volte accostati. Ne avevamo parlato specialmente dopo il Gran Premio di Monaco in maggio, quando il ritiro di Vettel appariva un’ipotesi concreta.Adesso, nell’ultima gara stagionale sul circuito di Abu Dhabi, mentre le scuderie guardano già al 2020, qualcuno ha soffiato sulla brace spenta: secondo la Gazzetta dello Sport, ci sarebbero stati due incontri tra Elkann e Hamilton quest’anno. Lewis avrebbe una profonda ammirazione per la storia della Ferrari e sarebbe andato alcune volte in fabbrica pranzando con Piero Ferrari, anche lui suo estimatore.Un primo serio contatto risale al 2017, quando l’accordo su Vettel era in scadenza: poi Arrivabene, a quel tempo ancora al comando, decise di prolungare con il tedesco fino al 2020. Suscitando lo stupore dello stesso Lewis.Arrivati sul circuito di Yas Marina, nelle conferenze stampa di ieri con i team principal, si è discusso della possibilità con Mattia Binotto: “Lewis è un pilota fantastico. Sapere che sia disponibile per il 2021 ci rende felici, ma è presto per ogni decisione. Per ora siamo contenti dei nostri piloti, ne parleremo a un certo punto della prossima stagione e capiremo cosa fare. Indubbiamente ci rende orgogliosi sapere che Hamilton sia interessato ad un futuro con noi: nel 2020 comunque faremo di tutto per impedirgli di vincere il settimo Mondiale”.Un ipotetico scenario di Lewis in Rosso lascerebbe il posto da prima guida libero in Mercedes: Max Verstappen diventerebbe il primo candidato guardando al futuro e alla giovane età, ma c’è da considerare l’opzione Vettel. Il campione tedesco ha più volte smentito di voler abbandonare il Circuis e la buona amicizia che lo lega con Toto Wolff potrebbe dargli l’occasione di ripartire in una scuderia che è sembrata, più di una volta, a lui più famigliare della stessa Ferrari.Un naturale rimescolamento dei volanti che in ottica 2021 appare più che lecito, dopo la staticità degli ultimi anni, soprattutto nei top team.Ora, realisticamente bisogna considerare due fattori: il primo, la voglia di cancellare rumor, malignità e dispetti collegati alla vicenda delle power unit. Questo gossip è salutare per l’occasione, tirato nuovamente fuori dal cilindro ora, appare più che mai consono.L’altro, quello che apre la discussione sulle reali necessità di questa Ferrari: è vero, Hamilton è un campione di altissimo livello, ma è questo realmente ciò che manca alla Rossa per vincere di nuovo?Il matrimonio sicuramente sarebbe un qualcosa di unico a livello mediatico e di sponsorizzazioni, ma c’è da considerare anche i (pochi) difetti del pilota: un personaggio che durante i gran premi spesso ha necessità di un supporto stabile dal muretto, senza indecisioni, che lo tranquillizzi sulle condizioni di una vettura che vuole sentire non al top per caricarsi. Una monoposto che rischierebbe di trovare realmente “non al top” al suo arrivo in Ferrari: avrebbe la forza come Schumacher tanti anni prima di lui, di portarne il peso? O finirebbe a svincolarsi dalla squadra come più volte fatto da Alonso?In ultimo, la grande questione Leclerc: il pilota monegasco ha la stoffa reale del campione, l’ha dimostrato in più di un’occasione quest’anno. Affiancarlo a un personaggio del calibro di Hamilton, ne oscurerebbe il valore e magari la voglia di restare, sentendosi considerato di nuovo, un semplice gregario.
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Essere disabili in Sicilia, tra miopia e indifferenza

Essere disabili in una terra che fatica ad aiutare chi è in difficoltà, e intanto, martedì si festeggia la Giornata internazionale delle persone con disabilità, proclamata nel 1981, con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili

Cosa significa essere disabili in Sicilia? Paradossalmente significa superare oltre le difficoltà di una disabilità che mina lo spirito e il corpo, andare contro le difficoltà giornalierie. Nella terra di Pirandello: tutto, nessuno e centomila sembra animare ogni singolo siciliano, così come le Istituzioni che non aiutano chi avrebbe bisogno di un sostengo non tanto economico quanto di sburocratizzazione del settore. Il Giornale.it si è occupato di disabilità in Sicilia: vi abbiamo raccontato storie di chi è costretto a barcamenarsi tra mille difficoltà e la miopia della politica locale troppo concentrata su altro. Il quotidiano così, diventa straordinario e quello che sulla carta è un ostacolo superabile diventa insormontabile. Di un tema come la disabilità ne abbiamo parlato con Patrizia Gariffo, insegnante di latino e greco mancata per scelta, giornalista e scrittrice per passione e convinzione. Si occupa di temi legati alla disabilità. "Un tema che mi sta molto a cuore e che vivo sulla mia pelle essendo affetta da SMA 2".Cosa significa essere disabili?"Nell’immaginario di alcune persone essere diversamente abili significa essere dei privilegiati. Si ha diritto ai parcheggi riservati, si paga un biglietto ridotto per visitare i musei o andare al cinema o, ancora, lo Stato paga pensioni e assistenza. Tutto vero, ma c’è qualche particolare da non trascurare. Si ha diritto ai parcheggi riservati, peccato però che questi siano quasi sempre occupati da chi non ne ha diritto. Si paga un biglietto ridotto per visitare i musei o andare al cinema, ma moltissimi di questi presentano barriere architettoniche e, quindi, è impossibile andarci".Tante difficoltà ma anche tanti falsi miti contro cui lottare?"La carrellata degli esempi potremmo chiuderla con chi pensa che riceviamo laute pensioni versate dallo Stato, con le quali non si potrebbe neanche vivere, e con l’assistenza fornita a singhiozzo, quando si è fortunati. In tanti, però, trascurano questi dettagli e si vedono solo gli aspetti “positivi”. Ovviamente con tanta fantasia e superficialità e poca sensibilità ed empatia. Avere una disabilità non è affatto un privilegio ed è bene sia chiaro per tutti. Si deve combattere non solo contro la propria patologia, ma anche contro il pressapochismo e l’indifferenza delle Istituzioni e lo scarso senso civico di tanti comuni cittadini".Quali sono le difficoltà che siete costretti a fronteggiare quotidianamente?"Ogni giorno si fronteggiano difficoltà inimmaginabili per chi non ha idea di cosa significhi non poter neanche alzarsi dal letto da solo o uscire di casa. A queste si aggiungono, poi, quelle causate dalla burocrazia e dalle Istituzioni che, più che agevolare le persone con disabilità le ostacolano, negando loro diritti, all’assistenza, allo studio, al lavoro, alla mobilità, e felicità, cui deve aspirare ogni essere umano. Così ci si organizza, si aggirano gli ostacoli e la tecnologia, molto spesso, aiuta più di uno Stato poco presente. Io sono diventata giornalista, nonostante la mia disabilità che mi impedisce di fare molte cose e di uscire facilmente, soprattutto nei mesi più freddi. Collaboro con un dei più noti quotidiani nazionali dove curo una rubrica settimanale dedicata ai temi della disabilità. Come tanti altri nelle mie condizioni, ho trovato nel web e nei social network un’occasione unica per poter realizzare sogni e progetti, quando condizioni di vita invalidanti non me l’avrebbero permesso".Come può aiutare la tecnologia?"Faccio la giornalista, ormai, da tanti anni e lavoro da casa grazie alla tecnologia e a tutto ciò che offre. Non è sempre facile e non tutti ci riescono, ma essa rappresenta un’opportunità imperdibile per tante persone di raggiungere i propri obiettivi e desideri, nonostante le difficoltà oggettive che sono costrette a vivere tutti i giorni. Sono diventata anche scrittrice e per il mio secondo romanzo mi sono servita moltissimo della tecnologia e di internet. Il libro è un mistery, edito dalla casa editrice milanese Bookabook, s’intitola “Ogni cosa torna” e si tratta di una pubblicazione in crowdfunding".Come funziona il crowfounding?"Questa pratica presuppone il sostegno delle persone per realizzare un progetto, un sogno e il mio era quello di pubblicare il mio secondo romanzo. Tantissime persone mi hanno sostenuto, facendo diventare la mia campagna un esempio reale di come sia possibile creare una community e un senso d'appartenenza forte attorno al mio progetto lavorativo. In meno di tre mesi, sul sito di Bookabook, quasi 250 persone hanno preordinato “Ogni cosa torna” che da giugno sarà distribuito in tutta Italia e negli store online. Ho potuto coinvolgere tante persone, e mi auguro di appassionarne ancora molte, anche grazie alla tecnologia, a internet e ai social".Strumenti che forse sono l'unica arma per ridurre le differenze."Strumenti indispensabili per chi, come me, ha parecchie difficoltà ad andare in giro per presentare un progetto, un’idea, non solo per la propria condizione, ma anche per l’ottusità e gli impedimenti creati da altri".Intanto il prossimo 3 dicembre è la Giornata internazionale delle persone con disabilità è stata proclamata nel 1981 con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili. Quest'anno il tema scelto per l'edizione 2019 è quello di promuovere la partecipazione delle persone con disabilità e la loro leadership, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che si impegna a "non lasciare nessuno indietro" e riconosce la disabilità tra le questioni trasversali, da considerare in l'attuazione dei suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.
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Valanga sul Monte Bianco: morti due sciatori

Il distacco sarebbe avvenuto a quota 3 mila. Sul posto, il soccorso alpino valdostano: trovati i corpi di due giovani sciatori

Una valanga ha travolto un gruppo di persone a Punta Helbronne, nei pressi di Courmayeur sul Monte Bianco. Il distacco sarebbe avvenuto a quota 3 mila. Lo ha riferito il soccorso alpino valdostano.Il distacco si è verificato sotto la stazione di arrivo della funivia SkyWay del Monte Bianco, in una zona in cui si pratica lo sci fuoripista. Dalle prime valutazioni, il soccorso alpino ha spiegato che "la situazione è molto grave".Due vittimeDopo alcune ora di ricerche, i corpi di due sciatori sono stati estratti dalla neve dai soccorritori. Si tratta di Edoardo Camardella (28 anni) e Luca Martini (32 anni). Il primo era un maestro di sci di La Thuile (Aosta) e gestiva con altri soci una palestra di arrampicata, il secondo, appassionato di montagna e mountain bike, viveva invece a Finale Ligure (Savona). La valanga li ha trascinati a valle facendoli cadere da un salto di roccia per 300 metri. Camardella e Martini si trovavano in compagnia di altri tre amici che si sono salvati.Le due vittime stavano percorrendo da free rider dei tracciati di neve fresca non segnalati. Una discesa fuoripista molto comune, in un tratto particolarmente impegnativo e ripido della montagna. Poi la valanga. Le salme dei due giovani sciatori sono state portate all'obitorio di Courmayeur.Il distacco è avvenuto a 500 metri dalla stazione di arrivo della funivia Skyway, tra il colle del Gigante e il canale Tassotti. A dare l'allarme è stato uno sciatore che ha assistito all'incidente. Qualche minuto dopo la prima slavina ne è caduta una seconda che non ha travolto nessuno. Sul posto sono subito arrivati i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano via terra e con due elicotteri, unità cinofile e i soccorritori Sagf (guarda il video).

Valanga sul Monte Bianco, le operazioni di soccorso

Il pericolo valanghe, secondo il bollettino valanghe dell'Arpa, stamattina in Valle d'Aosta era "marcato" (livello 3 su una scala di 5): il distacco di slavine da neve superficiale è possibile al passaggio anche di un solo sciatore.Come riporta Repubblica, nei giorni scorsi era stato comunicata la chiusura della passerella e della lunga scala in ferro che da Punta Helbronner porta al ghiacciaio del Toula. La struttura infatti non sarebbe più sicura per la discesa degli sciatori. Sul posto, nel frattempo, sono intervenuti anche guardia di finanza, protezione civile e carabinieri.
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Jeremy Clarkson non è gretino: “Greta Thunberg è un’idiota”

L’ex conduttore di “Top Gear”, in un’intervista al “Sun”, sbotta contro l’allarmismo della giovane attivista: “Andare in giro a dire che moriremo tutti non risolverà un bel niente”

Se si pensa al conduttore di un programma televisivo a tema auto, il primo nome che viene in mente è quello di Jeremy Clarkson. Il presentatore storico di Top Gear, che con Richard Hammond e James May ha dato vita a una delle trasmissioni più seguite al mondo, è deluso dalla disaffezione che il pubblico giovane mostra per questo tipo di show. Il motivo? L’overflow di allarmismo climatico.“Tutti quelli sotto i 25 anni che conosco – spiega Clarkson in un’intervista concessa al tabloid The Sun – non hanno il minimo interesse nelle automobili. Greta Thunberg ha ucciso i programmi sulle auto. Glielo insegnano a scuola, prima di dire ‘Mamma e papà’, che le macchine sono cattive, e questa cosa si infila nelle loro teste”.Hammond, alla guida di The Grand Tour e uno dei volti più noti dell’interno panorama mondiale del car show, concorda con Clarkson. “Odio ammetterlo – dice al Sun –, ma penso che Jeremy abbia ragione. Ai giovani non frega più niente delle auto. Quanti di loro stanno crescendo con i poster di qualche bella macchina appeso in camera da letto?”.Jeremy Clarkson: “Greta Thunberg? È un’idiota”Il climate change è entrato di prepotenza nei loro programmi: Amazon Prime Video farà debuttare il 13 dicembre 2019 una trasmissione speciale intitolata The Grand Tour Presents: Seamen, che vedrà Clarkson, Hammond e May alle prese con un viaggio di 500 miglia dalla Cambogia al Vietnam tra battelli, biciclette e risciò. I tre hanno vissuto gli effetti del cambiamento climatico sulla propria pelle: hanno trovato il delta del Mekong quasi asciutto nonostante fosse la stagione delle piogge.“Per la prima volta – ammette Clarkson – abbiamo dovuto accettare a forza il riscaldamento globale, e non siamo stupidi: senza dubbio esiste, si può cambiare idea nella vita. Solo uno stupido non cambia idea di fronte a prove incontrovertibili come quelle che ci siamo trovati davanti”.Il punto, secondo il conduttore, è che ormai l’allarme “climatico” è sfuggito di mano. “La domanda da porsi è – si chiede –: che cosa possiamo fare? È una discussione sicuramente più interessante di quello che sta accadendo adesso. Greta è un’idiota. Andare in giro per il mondo a dire che moriremo tutti non risolverà un bel niente. Occorre invece parlare con gli scienziati”.In una recente intervista, a tal proposito, il fisico e accademico Franco Prodi ha bollato il movimento di Greta Thunberg come una “bufala mondiale” e ha definito l’allarmismo basato sulla Co2 come “non scientifico”.
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Delitto Novi Ligure, Erika De Nardo si è sposata

Erika De Nardo, la ragazza che nel 2001 uccise a coltellate la madre e il fratellino di 11 anni, si è sposata. L’annuncio è stato dato da Don Mazzi

"Erika De Nardo si è sposata". A darne annuncio è Don Antonio Mazzi, il sacerdote che nel 2011, all'indomani della scarcerazione della ragazza, accusata di duplice omicidio, l'accolse nella sua comunità di recupero per detenuti "Exodus" di Lonato (Brescia).Una notizia destinata a suscitare non poche polemiche quella delle nozze di Erika, i cui trascorsi sono ben noti alla cronaca giudiziaria e al pubblico. Il 21 febbraio del 2001, la ragazza – all'epoca un'adolescente di 16 anni – uccise con ben 40 coltellate la madre Susy Cassini (41) e il fratellino di 11 anni, Gianluca De Nardo (trafitto al corpo con un coltello da cucina per 57 volte dopo un precedente tentativo di annegamento e uno di avvelenamento con topicida), nella casa familiare in via Don Beniamino Dacatra 12, nel quartiere Lodolino di Novi Ligure. La sedicenne, dichiarata colpevole e condannata a 16 anni di reclusione in via definitiva della Cassazione il 9 aprile 2003, agì con la complicità di Mauro Favaro – soprannominato "Omar" per via dei suoi tratti balcanici – il suo fidanzatino dell'epoca condannato a 14 anni di carcere. Il 5 dicembre 2011, a seguito dei benefici dell'indulto, la giovane venne scarcerata e accolta presso la comunità del presbitero veronese dove ha seguito un intenso percorso di recupero. Ora è una persona libera.Sono passati 18 anni da quella drammatica circostanza ed Erika De Nardo, ad oggi 35enne, sembra ormai completamente redenta. "Erika ha una nuova vita, si è sposata – ha dichiarato Don Mazzi in una intervista al settimanale Oggi – Ha maturato la giusta consapevolezza sulla tragedia, quella che permette di continuare a vivere. Il padre è stato molto importante in questo percorso". Fondamentale nel cammino di rinascita della ragazza è stato il padre Francesco De Nardo che, nonostante il devastante dolore in seno alla tragedia familiare, non ha mai abbandonato la figlia concedendole il perdono e schermandola da eventuali attacchi mediatici. Se, infatti, l'uomo ha saputo gettarsi il passato alle spalle con encomiabile discrezione, lo stesso non si dica per "il tribunale popolare" che – comprensibilmente o meno – non ha mai dimenticato l'efferatezza del "Delitto di Novi Ligure".Nel 2009, quando la ragazza dichiarò di aver conseguito la laurea in Lettere e Filosofia, divampò una polemica senza precedenti alimentata successivamente dalle dichiarazioni della giovane che, qualche anno più tardi, lamentava di non riuscire a trovare una occupazione per via dei suoi trascorsi penali. Anche in quella circostanza, fu Don Mazzi a tenderle una mano offrendole un impiego come educatrice presso una scuola del Madgascar. E ora, a distanza di anni, cosa accadrà? Nell'attesa che il pubblico si esprima – perché sarà inevitabile – Erika De Nardo continua dritto per la sua strada, una strada nuova.
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Cambia senso di marcia: ciclista investito e ucciso da auto dei carabinieri

Il ciclista avrebbe tagliato la strada ai carabinieri che non sono riusciti a evitare l’impatto. L’uomo è morto sul colpo

Un incidente mortale si è verificato questa mattina sulla statale Romea in Veneto. Mancava qualche minuto alle 8.30 quando un'auto dei carabinieri ha investito un anziano in bici che stava attraversando la strada. L'incidente è avvenuto sulla strada della località Sant'Anna di Chioggia (Venezia), all'altezza del distributore di benzina Q8.L'incidenteLa bici sarebbe sbucata all'improvviso davanti all'auto dei militari che non hanno potuto evitarla. L'uomo avrebbe infatti cambiato senso di marcia in modo repentino senza controllare se sopraggiungessero o meno veicoli dalla carreggiata opposta. Così i carabinieri si sarebbero trovati la due ruote davanti e non avrebbero potuto fare nulla per evitare il terribile schianto. In seguito all'urto con la vettura, il ciclista sarebbe stato sbalzato giù dalla sella della sua bici, cadendo con violenza sull'asfalto e morendo sul colpo.I soccorsiSul posto sono subito giunti i soccorritori del 118: i sanitari del Suem però non hanno potuto fare nulla per l'uomo e hanno solo constatato il decesso. Dopo poco sono intervenuti anche i vigili del fuoco e la polizia stradale che si è messa subito al lavoro per effettuare tutti i rilievi del caso. Gli agenti stanno ora raccogliendo le diverse testimonianze di chi si trovava in quel momento sul luogo dell'impatto per ricostruire al meglio quanto accaduto. Alcuni automobilisti avrebbero raccontato di aver visto il ciclista tagliare la strada all'auto dei carabinieri con una brusca inversione a U. Così i militari non sarebbero riusciti a evitare l'impatto che ha provocato la morte dell'uomo.Secondo quanto riporta La Nuova di Mestre e Venezia, il ciclista, dopo essere stato colpito dalla macchina dei carabinieri, avrebbe sbattuto contro il parabrezza della vettura. Poi sarebbe stato scaraventato con violenza sul prato dalla parte opposta al punto dell'impatto. Ed è morto sul colpo. La vittima, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe un uomo straniero residente a Chioggia di cui non sono state ancora rese note le generalità.Il tratto di Romea interessato dall'incidente è stato subito chiuso e ha provocato traffico e rallentamenti su tutta la statale. "In Veneto è provvisoriamente chiusa al traffico, in entrambe le direzioni, la strada statale 309 Romea, in corrispondenza del km 82.3, a Chioggia, a causa di un incidente che ha coinvolto un’auto e un ciclista – si legge in un comunicato diramato dall'Anas – Il traffico è deviato sulla viabilità locale".
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Marocchino la segue fino a casa e la molesta sessualmente

La 21enne ha iniziato a urlare, attirando l’attenzione di alcuni passanti. L’aggressore, visibilmente ubriaco, è stato arrestato

Terrore per una ragazza di 21 anni che è stata prima seguita e poi molestata sessualmente da un marocchino 31enne. L’uomo aveva notato la giovane sul filobus e, quando lei è scesa per raggiungere la sua abitazione a piedi, ha deciso di seguirla. L’ha pedinata per diversi metri fino a quando l’ha raggiunta e ha cominciato a palpeggiarla. La sua vittima si è messa a urlare, attirando l’attenzione di alcuni presenti. Non è stato facile, per gli agenti intervenuti a soccorrere la ragazza, arrestare lo straniero, che si è scagliato contro i poliziotti danneggiando la volante. Secondo quanto emerso, tutto ha avuto inizio ieri notte, tra venerdì 29 e sabato 30 novembre a Milano. La 21enne, di origini moldave, poco dopo l’una si trovava sul filobus della linea 91 per fare rientro a casa. Sullo stesso mezzo dell’Azienda tranviaria milanese anche un marocchino 31enne che per tutto il tragitto non aveva perso di vista la donna. Quando la ragazza è scesa nei pressi di viale Molise, il 31enne ha deciso di seguirla, senza dare nell’occhio.L'ha pedinata e palpeggiataLa giovane si è poi incamminata in direzione di viale Corsica, senza accorgersi dell’uomo che aveva alle spalle e che la stava pedinando. D’un tratto il marocchino ha allungato il passo e, accelerando, è riuscito a raggiungerla e ad aggredirla da dietro. Ha iniziato a toccarla e palpeggiarla, tanto violentemente da cadere entrambi per terra. La vittima, naturalmente terrorizzata da quanto stava accadendo, ha incominciato a urlare. Fortunatamente le sue grida hanno attirato l’attenzione di un passante che, vedendoli sull’asfalto, è intervenuto per aiutare la giovane. L’aggressore, visibilmente ubriaco, a quel punto ha finto di essere il suo fidanzato. Altri passanti si sono quindi avvicinati per capire cosa stesse avvenendo, mentre uno di loro ha allertato il numero di emergenza 112.Il marocchino ha aggredito i poliziottiIn poco tempo sul luogo indicato è giunta una volante della polizia che ha cercato di immobilizzare il 31enne. Non è stato compito facile riuscire ad arrestare lo straniero, che ha aggredito gli agenti e, una volta salito sull’auto, ha danneggiato anche quella, colpendola più volte. Alla fine però l’uomo è stato caricato in macchina e portato via. L’aggressore, che a un controllo è risultato avere dei precedenti penali, è stato così denunciato per violenza sessuale, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.Segui già la pagina di Milano de ilGiornale.it?
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