Serena Grandi: “Da bambina sono stata molestata da un prete”

A Mattino Cinque la testimonianza sconvolgente di Serena Grandi che rivela di essere stata molestata da un prete da bambina: “Eravamo io e una mia amica e il parroco ci prendeva la testa ci avvicinava la faccia e ci costringeva a baciarci e poi ci accarezzava”

In un intervento a Mattino Cinque, Serena Grandi ha rilasciato una testimonianza sconvolgente sulle molestie subite da un prete quando era bambina: "Eravamo io e una mia amica e il parroco ci costringeva a baciarci e poi ci accarezzava".L'attrice racconta con precisione le circostanze in cui fu oggetto di attenzioni non proprio ortodosse da parte del parroco: "All'età di circa sette, otto anni, stavamo facendo il catechismo per la preparazione alla cresima e alla comunione". "Eravamo io e questa amichetta – continua Serena Grandi – e questo prete insisteva sempre perché andassimo in parrocchia anche se avevamo già fatto la lezione di catechismo".Poi dalla bocca dell'attrice arrivano le parole più forti sul prete: "Ci prendeva la testa e ci avvicinava la faccia e poi ci prendeva per mano, ci accarezzava". "Eravamo molto piccole, però è una cosa che mi è rimasta molto impressa", ammette la Grandi. L'attrice non ha dubbi sulla natura di tali attenzioni particolari: "Non era normale che lui ci facesse avvicinare le teste con la bocca vicina alla bocca, in realtà ci voleva far baciare, col senno di poi l'ho capito ma allora era un gioco".Solo dopo parecchi anni, Serena rivelò a sua madre quanto accaduto in parrocchia e la donna non si mostrò particolarmente sorpresa: "Ma lo sai che quel prete lo hanno mandato via perché col passare degli anni era diventato sempre più pesante"."Da quel momento, da quello strascico di porcheria, non voglio vedere preti, non vado a messa, non credo alle loro prediche", afferma sferzante la musa di Tinto Brass. Di fronte al venire alla luce dei molteplici scandali sessuali che riguardano i preti, Serena Grandi conclude l'intervento con la sua personale soluzione: "Io li farei sposare tutti".Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it su Facebook?

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Perugia, indagato romeno: stupra la moglie e la chiude fuori casa

Lo straniero deve ora difendersi dall’accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e sequestro di persona. Le indagini, condotte dal pubblico ministero Gennaro Iannarone, hanno portato alla luce anni di soprusi e di violenze

Arriva da Perugia la notizia dell'ennesimo caso di violenza commessa nei confronti di una donna. Stavolta a finire indagato è un romeno di 43 anni, accusato di avere maltrattato, picchiato e violentato la propria moglie.Secondo quanto riferito dall'accusa, lo straniero non esitava ad aggredire la consorte anche dinanzi alla figlia piccola, che spesso si è trovata ad assistere a quelle terribili scene. Reso ancor più violento a causa del consumo di alcolici, dei quali abusava, il romeno riversava tutta la propria furia sulla donna, vessata, insultata e minacciata. Le violenze vere e proprie sono cominciate a partire dal 2017, quando l'aggressività del 43enne è aumentata in maniera spropositata. Sarebbero almeno 15 i casi di violenza registrati nel 2018. Deciso a cacciare la moglie di casa, lo straniero si è più volte accanito contro di lei con calci, pugni e schiaffi. La sua terribile furia ha travolto l'intera casa, dove gli inquirenti hanno trovato mobili e complementi d'arredo devastati.

Romeno maltratta la moglie, la chiude fuori casa e la violenta: ora indagato

Col passare del tempo la situazione non ha fatto altro che peggiorare. In un'occasione la donna è stata chiusa fuori di casa, in balcone. Lì è rimasta all'addiaccio per almeno 4 ore, prima di riuscire a farsi aprire. Lo scorso maggio, infine, la violenza sessuale, quando il romeno è rincasato completamente ubriaco ed ha obbligato la donna a subìre un rapporto completo.Accusato di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e sequestro di persona, nonché di aver mancato di contribuire alle spese familiari, il 40enne deve ora difendersi dinanzi al giudice del tribunale di Perugia.

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Formula1, varate le nuove regole in vigore dal 2021

Finalmente dopo mesi di ritardi e indecisioni, sono state presentate ad Austin le regole definitive che entreranno in vigore dal Mondiale 2021

Formula1, finalmente il ciclo prossimo venturo è stato definito in maniera chiara: dopo mesi di ritardi e voci di discordie interne, FIA , team e Liberty Media hanno trovato l’accordo all’unanimità. Anche la Ferrari quindi, che era tra i team meno propensi ad abbracciare i nuovi contenuti, avrebbe votato a favore.A grandi linee, le fughe di notizie di cui abbiamo parlato quest’anno sono state confermate: la semplificazione del comparto aerodinamico, l’introduzione del budget cap e il weekend breve con l’eliminazione del giovedì.Partendo dalle monoposto, il punto cardine era aumentare lo spettacolo garantendo un maggior numero di sorpassi: l’efficienza aerodinamica raggiunta è tale che senza il DRS, in molte piste, di fatto risulta impossibile per chi è dietro scavalcare l’avversario.Secondo uno studio presentato durante la conferenza, il carico attualmente diminuisce in maniera superiore al 50% rimanendo in scia ad un’altra monoposto: con le modifiche del nuovo regolamento, si perderebbe soltanto un 5/10% circa. Tutto questo grazie alla semplificazione delle ali anteriori, all’eliminazione dei bargeboards e allo sviluppo del fondo.Secondo Nikolas Tombazis, ex aerodinamico Ferrari attualmente nel direttivo FIA che ha spiegato il nuovo comparto tecnico, si è cercato di pulire la linea delle monoposto semplificandole, ma lasciando ampia possibilità di personalizzazione da parte dei vari team. Una delle critiche mosse in questi mesi infatti, era l’eccessiva somiglianza che le monoposto rischiavano di assumere tra loro. A livello meccanico ed estetico.Nel 2021, dopo il test in Formula2 previsto per il 2020, faranno l’ingresso sulle vetture i cerchi da 18 pollici: freni di maggiori dimensioni quindi e di conseguenza sospensioni che verranno semplificate per l’occasione e messe al bando le versioni idrauliche.Per strizzare l’occhio al tema ambientale, senza grossi stravolgimenti, sarà inserito nel carburante un 20% di contenuto rinnovabile, con l’intenzione di aumentarlo negli anni successivi. Nessun cambiamento invece alle power unit, nessuna omologazione di alcune componenti (eventualità temuta da molti team) ma obbligo di fornire lo stesso motore a team ufficiali e clienti.A livello economico, confermato il budget cap: disperato tentativo di contenere i costi e livellare le prestazioni tra le scuderie, per il 2021 e i tre anni successivi dovrà essere pari a 175 milioni di dollari stagionali. Da non superare, extra esclusi: per evitare sotterfugi, le sanzioni saranno di tipo sportivo.Un’opzione criticata da molte squadre, anche minori: nessuno voleva una eccessiva standardizzazione delle vetture per evitare di trasformare la Formula1 in Formula2 o Indycar, ma il budget cap non era sicuramente l’alternativa ideale per via del difficile controllo possibile. #RSspirit #F12021*Images for illustrative purpose only pic.twitter.com/y4LqfD3zdc— Renault F1 Team (@RenaultF1Team) 31 ottobre 2019 La scure economica colpirà inoltre i weekend di gara: eliminata definitivamente la giornata del giovedì, con le attività dei media condensate al venerdì mattina e le due sessioni di prove libere relegate nel pomeriggio.Questa mossa avrebbe permesso l’ulteriore estensione del calendario, con un totale di 25 gran premi stagionali massimi. Olanda e Vietnam i nuovi circuiti che entrerebbero nel calendario.Tutte le modifiche comporterebbero, infine, una Formula1 più lenta di tre secondi e mezzo al giro rispetto all’attuale: si tornerebbe ai livelli del 2016, per avere un’idea. Secondo Ross Brawn, a guadagnarne sarebbe però lo spettacolo, permettendo un livellamento delle prestazioni e una maggiore possibilità di sorpasso. Check out some of the major differences on the 2021 car…#F12021 pic.twitter.com/zL2kmSPTqa— ROKiT WILLIAMS RACING (@WilliamsRacing) 31 ottobre 2019 Racing Point in questi giorni si era mostrata critica a tal proposito, ricordando come le ali introdotte quest’anno proprio per questo scopo, non abbiano in realtà funzionato.Il rischio è di stravolgere le vetture, rendendole sicuramente più adatte a un pubblico giovane per una sola questione di marketing, facendo pagare alle scuderie il processo. L’idea di Liberty Media, mai negata del resto, è sempre stata quella di ampliare il bacino di utenti rendendo meno elitario il Circus curato per tanti anni di Bernie Ecclestone.

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Dopo il rigore per la Juve, Marco Insigne non ci sta: “Siete la rovina del calcio”

Marco Insigne, fratello di Lorenzo, non ha proprio digerito il rigore assegnato alla Juventus al 90′ e ha commentato duramente la decisione dell’arbitro

Polemiche, polemiche e ancora polemiche. Dopo il rigore non concesso al Napoli contro l'Atalanta e quello assegnato alla Juventus, che giocava contro il Genoa, è esplosa la rabbia di Marco Insigne.Sfogo sui socialMa andiamo con ordine. Alle 19 di mercoledì, il Napoli affronta l'Atalanta. A pochi minuti dalla fine del match, i partenopei sono in vantaggio per 2-1. Durante un azione offensiva Llorente viene steso da una spinta di Kjaer, l'arbitro Piero Giacomelli con l'aiuto del Var non sanziona il fallo, il pallone torna ai bergamaschi che acciuffano il pareggio. In campo, ovviamente, gli animi si scaldano e Ancelotti viene addirittura espulso.Situazione analoga poche ore dopo. La Juventus affronta il Genoa e a un manciata di minuti dal triplce fischio il risultato è inchiodato sull'1-1. A sbloccarlo è Ronaldo, che si procura un rigore e poi lo segna. Rivendo le immagini il tocco sulla gamba di CR7 c'è e l'arbitro non sbaglia a convalidare. E qui Marco Insigne perde le staffe.Il fratello del calciatore del Napoli pubblica il replay del rigore assegnato alla Juventus e scrive: "Il VAR dov’è? Siete la rovina del calcio italiano!". Ovviamente il post ha raccolti molti commenti positivi e negativi. E come sottolinea Sportmediaset, tra questi c'è anche quello di Mimmo Criscito, che ha scritto "che schifo", per poi rimuoverlo poco dopo. Visualizza questo post su Instagram • Il VAR dov’è? Siete la rovina del calcio italiano! #arbitriitalianiUn post condiviso da Marco insigne ⚡️ (@marcoinsigne_mi) in data: 30 Ott 2019 alle ore 3:15 PDT

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Napoli-Atalanta, il dibattito è anche politico: il Var finisce in Parlamento

Il senatore del Pd Pittella insieme a Quagliarello hanno richiesto un’interrogazione bipartisan al Senato per i fatti di Napoli-Atalanta con l’arbitro Giacomelli che avrebbe penalizzato gli azzurri non consultando il Var

Il Napoli si è sentito defraudato ieri sera al San Paolo contro l'Atalanta. Il contatto Kjaer-Llorente non rivisto al Var dal direttore di gara Piero Giacomelli ha scatenato la rabbia di Carlo Ancelotti, poi espulso, del Presidente Aurelio De Laurentiis e di tanti tifosi azzurri tra cui il fratello di Lorenzo Insigne, Marco: "Siete la rovina del calcio". Il giorno dopo le polemiche non si sono di certo placate, anzi si sono moltiplicate fino a finre in Parlamento.Il senatore del Pd Gianni Pittella ha pubblicato un lunghissimo post su Facebook chidendo un'interogazione bipartisan al Senato in collaborazione con il collega Gaetano Quagliarello: "AL MINISTRO DELLO SPORT. Premesso che tra i compiti del ministero rientra l’attività istituzionale per la lotta alla manipolazione dei risultati sportivi nonché la promozione della lealtà come componente qualificante di ogni iniziativa sportiva; che in data mercoledì 30 ottobre alle ore 19 si è disputata la partita della decima giornata del campionato di calcio tra Napoli e Atalanta, rispettivamente quarta e terza in classifica; che al minuto 85’ il signor Piero Giacomelli, arbitro della partita, ha negato in maniera plateale un rigore alla squadra di casa, il Napoli, per il fallo di un difensore dell’Atalanta sull’attaccante Fernando Llorente, sul risultato di due a uno per il Napoli" Il lungo post di Pittella prosegue con una richiesta finale: "Il signor Giacomelli si è finanche rifiutato di ricorrere alla tecnologia della Var, Video Assistant Referee, introdotta nel campionato di calcio italiano nella stagione 2017-2018 per stroncare la piaga degli errori arbitrali e assicurare risultati puliti alle partite; che nello sviluppo della stessa azione l’Atalanta ha pareggiato; che alla fine della partita il Napoli è stato palesemente frodato perdendo due punti in classifica, scendendo al quinto posto. SI CHIEDE Quali iniziative voglia intraprendere per assicurare a milioni di appassionati di calcio la regolarità e l’imparzialità del campionato di Serie A".Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?

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Il Milan torna a vincere con la Spal

I rossoneri la spuntano con una magia di Suso da punizione: i ragazzi di mister Pioli portano a casa i tre punti con la porta inviolata

Ossigeno puro: arrivano i primi tre punti per il Milan della gestione Stefano Pioli. A deciderla è stato Suso, che recentemente è stato oggetto di un'ondata di fischi che però è riuscito a trasformare in applausi. Niente scherzetti dunque a San Siro: il Diavolo batte la Spal senza subire gol. Da segnale l'ingresso in campo di Jack Bonaventura: torna in campo nelle mura amiche dopo oltre un anno. I rossoneri riescono a ottenere la vittoria in casa dopo 2 mesi esatti: l'ultima risaliva al 31 agosto scorso, nel match contro il Brescia finito 1-0.La partitaNel primo tempo regna l’equilibrio. L’unica vera occasione degna di nota è rappresentata dalla traversa colpita da Samu Castillejo: Paquetà sventaglia per Theo Hernandez, cross in mezzo per Piatek che non colpisce bene, la palla arriva sui piedi dello spagnolo il quale però da due passi dalla porta stampa il tiro sul legno. Al 29’ i rossoneri hanno un’altra chance: bella transizione offensiva che culmina con il tiro di Calhanoglu in diagonale troppo debole. Gli ospiti provano a reagire e al 36’ Petagna approfitta delle disattenzioni del terzino francese e di Romagnoli: la sua conclusione dal limite dell’area finisce però tra le braccia di Donnarumma. I ragazzi di mister Pioli sbagliano sempre l’ultimo passaggio decisivo e commettono diversi errori in disimpegno: poche idee di gioco e solo qualche sporadico lampo offensivo.Seconda frazione decisamente più movimentata. Dopo 2 minuti dall’avvio viene annullato un gol a Theo Hernandez per aver segnato da posizione irregolare, dietro la linea dell’ultimo difensore avversario. Al 63’ il Diavolo va in vantaggio: punizione magica di Suso che – entrato da poco in campo al posto di Castillejo – illumina San Siro con un sinistro sopra la barriera, trasformando così i fischi iniziali in applausi. Al 79’ altra clamorosa occasione per il Milan: Calhanoglu serve Paquetà che salta uno spallino, arriva davanti al portiere e tenta lo scavetto ma Berisha resta in piedi e gli nega il gol. La Spal nel finale prova a spingere ma gli attacchi vengono prontamente respinti dalla difesa rossonera.Il tabellinoMILAN-SPAL 1-0MILAN (4-3-3): Donnarumma G.; Duarte, Musacchio (1'st Calabria), Romagnoli, Theo Hernández; Paquetá (43'st Bonaventura), Bennacer, Kessie; Castillejo (12'st Suso), Piątek, Çalhanoğlu. A disp.: Reina, Donnarumma A.; Conti, Gabbia; Biglia, Krunić; Borini, Leão, Rebić. All.: Pioli.SPAL (3-5-2): Berisha; Tomović, Vicari, Cionek; Strefezza (37'st Paloschi), Murgia, Missiroli (26'st Valoti), Kurtić, Reca (37'st Sala); Floccari, Petagna. A disp.: Letica, Thiam; Igor, Felipe, Salamon, Cannistra, Valdifiori, Mastrilli, Moncini. All.: Semplici.Arbitro: Piccinini di Forlì.Gol: 18'st Suso (M).Ammoniti: 21' Floccari (S), 40' Donnarumma G. (M), 40' Duarte (M), 12'st Çalhanoğlu (M), 17'st Vicari (S), 23'st Cionek (S), 24'st Bennacer (M), 28'st Kurtić (S).Segui già la nuova pagina Sport de ilGiornale.it?

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Se ora il gioco da tavolo dove si diventa 'papponi' diventa un caso politico

Il gioco, in commercio dal 2012, suscitò polemiche anche all’epoca. Maria Elena Boschi, deputata di Italia Viva: “Mi auguro che il gioco venga ritirato subito e si interrompa questa vergogna”

La sinistra torna indietro di 7 anni, riproponendo una polemica già emersa nel 2012, intorno a un gioco di società, dove il giocatore riveste i panni di un "pappone", che deve gestire una serie di prostitute, rappresentate da diverse carte, ognuna con delle caratteristiche diverse. Si chiama Squillo e i giocarori devono gestire un giro di prostitute. E ora, dopo anni in cui è in commercio, la sinistra si rivolta, polemizzando sul suo funzionamento.Il gioco, secondo quanto riporta il Messaggero, che ne ha visionato le regole, consiste nel "gestire escort". Ognuna di loro, rappresentata da una carta, "ha una propria particolarità, parcella e ricavato finale in caso di affari non andati a buon fine". Non solo. Infatti, oltre alle carte "imprevisti", che sembrano prevedere anche l'omicidio dlle escort avversarie, il loro pestaggio o una gravidanza indesiderata. E, alla fine, anche la possibilità di vendere gli organi delle prostitute. Il vincitore sarà il giocatore che riesce a sconfiggere tutti gli altri "papponi" in gara.Il gioco di società ha scatenato le polemiche di alcuni deputati. In prima linea, contro Squillo si è schierata Maria Elena Boschi, di Italia Viva, che ha commentato sulla sua pagina Facebook: "Mi chiedo come si possa immaginare di creare un 'gioco' in cui si usano le prostitute come pedine, con una gara tra 'papponi'". Poi sottolinea come non ci sia "niente di divertente nella vita di una donna sfruttata e obbligata a vendere il proprio corpo". Infine un'augurio, perché il gioco "venga ritirato subito e si interrompa questa vergogna".Dello stesso parere anche Emanuele Fiano, del Pd, che scrive: "Si sta impazzendo veramente. E non parlatemi di ironia".Peccato, però, che il gioco tanto criticato è in commercio dal 2012 e già allora aveva suscitato una serie di polemiche, che avevano visto protagoniste le donne della politica, che volevano far ritirare dal commercio Squillo e cancellare i numerosi spot. A portare avanti l'iniziativa c'era la senatrice Emanuela Baio Dossi, che sosteneva, secondo quanto riportava il Giorno: "Si configura un’istigazione a delinquere, abbiamo individuato un’apologia di reato".A rispondere alle critiche odierne è intervenuto lo stesso ideatore del gioco, accusando il Messaggero, che ha riproposto le polemiche sul gioco, di alimentare una vecchio caso: "Squillo non è uno strumento didattico, ma un gioco per adulti amanti del black humor. Chi non apprezza questo tipo d’intrattenimento è libero di non giocarci e, se lo desidera, di recensirlo negativamente", spiega.

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A Sciacca si grida al miracolo: precipita da 80 metri e rimane vivo

C’è già chi parla di miracolo per l’incidente avvenuto stamattina all’alba nel belvedere. Un giovane è precipitato da 80 metri ed è rimasto vivo

A Sciacca, in provincia di Agrigento, c'è già chi grida al miracolo. Un giovane saccense, di 27 anni, è rimasto vivo dopo essere precipitato dal belvedere in via Agatocle. Un volo di oltre 80 metri. Il giovane però, è rimasto vivo. L'impatto è stato attutito dagli arbusti e dagli alberi. Stamattina all'alba è scattata l'emergenza. I vigili del fuoco che sono arrivati sul posto hanno chiesto l'ausilio della guardia costiera. Era impossibile, per i pompieri, infatti, recuperare il giovane dall'alto o via terra.Sul posto, dunque, nella zona chiamata Coda di Volpe, è arrivato un gommene della guardia costiera, mentre il personale del 118 era riuscito a raggiungere il ferito via terra e prestargli le prime cure. La zona dove è caduto il giovane, infatti, è molto impervia e non è possibile percorrerla con i veicoli. Per questo l’intervento di soccorso tramite il mezzo nautico della guardia costiera è risultato l’unica soluzione praticabile.L'equipaggio ha portato il gommone fin sulla spiaggia, caricato il giovane e lo ha trasporato al porto dove ad attenderlo c'era un'ambulanza che lo ha trasportato all'ospedale di Sciacca. Il giovane è miracolosamente sopravvissuto a questo terribile volo, nonostante presenti vari traumi e fratture. L'operazione di salvataggio è stata comunque un successo, grazie alla collaborazione e professionalità di tutte le foze dell'ordine intervenute.

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Rizzitelli contro l'arbitro Irrati: “Te lo dico, attaccati al c***o”

Ruggiero Rizzitelli, ex calciatore della Roma, ha attaccato duramente l’arbitro Massimiliano Irrati, colpevole di aver espulso il difensore romanista Federico Fazio

Nell'ultima giornata di campionato, la Roma ha passeggiato sull'Udinese. Risultato secco di 4-0 che ha visto andare segno Zaniolo, Smalling, Kluivert e Kolarov. Unico dato negativo l'espulsione di Federico Fazio per un presunto fallo da ultimo uomo su Okaka.Lo sfogo in direttaL'espulsione ha mandato su tutte le furie Ruggiero Rizzitelli, ex calciatore della Roma. L'opinionista a Roma Tv non ha digerito il cartellino rosso sventolato contro il difensore romanista dall'arbitro Massimiliano Irrati. La sua reazione, diventata virale sui social network, ha creato molto stupore e ironia.Durante la diretta tv, Rizzitelli ha attaccato duramente l'arbitro di Pistoia: "Ho un magone dal primo tempo, devo dirlo. Irrati attaccati al caz**. Lo dico col cuore". Un altro duro sfogo dell'opinionista dopo aver abbandonato lo studio nel post partita di Roma-Cagliari.No Ruggero noooooo#Rizzitelli@romatv #Irrati#UdineseRoma pic.twitter.com/IbWac2Puej— EstoEsFutbol (@EstoEsFutbol16) October 30, 2019

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Balotelli, insulti dalla curva Inter. E lui risponde con il dito medio

Il Brescia perde contro l’Inter e Balotelli reagisce agli insulti dei tifosi interisti mostrando il dito medio. Un gesto che non è passato inosservato

Brescia-Inter non era una partita come le altre per Mario Balotelli: il passato che incontra il futuro, il vecchio Mario che incontra quello nuovo. E, purtroppo, quest'ultimo perde in campo, con Lautaro e Lukaku che inchiodano le rondinelle, e perde fuori dal campo, travolto dalle brutte abitudini che parevano oramai superate.Ritorno al passattoIl ritorno a Brescia doveva rilanciare Super Mario e addirittura riportarlo in Nazionale. Peccato che dopo 3 mesi "a casa" resta solo una rete al Napoli e qualche cartellino giallo di troppo. Una situazione che pare peggiorata dopo la decima giornata di Serie A: Balo si è fatto prendere dall'emozione, o dalla rabbia, ed è stato pizzicato dalla telecamere mentre rivolge il dito medio ai tifosi dell'Inter, arrivati a Brescia per supportare la squadra.Un atteggiamento che riporta l'attaccante indietro di anni. E mette anche in dubbio un possibile ritorno in Azzurro. Come ricorda anche il Corriere dello Sport, Roberto Mancini ha sempre chiesto per la sua Nazionale grinta e nervi tesi, che di certo sono mancanti all'ex Inter ieri sera.

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