Venezia: “Ema” di Larrain è un 'trucco' riuscito più che un bel film

Balli in strada su musiche orgogliosamente disturbanti, sesso di gruppo e omosessuale, disagi esistenziali a go-go. Un film che prima ammorba con i suoi eccessi, poi conquista nel finale

Ieri sera al Lido è stato presentato alla stampa "Ema" di Pablo Larrain, in concorso alla Mostra del Cinema.Stavolta il regista di "Neruda" e "Jackie" (per citare i lavori più recenti) ambienta un suo film non nel passato ma nel Cile contemporaneo, per la precisione nella pittoresca città portuale di Valparaiso."Ema" racconta di una giovane ballerina di talento (Mariana Di Girolamo) che si esibisce in un ensemble di danza moderna guidato dal marito, il coreografo Gaston (Gael Garcia Bernal). Il matrimonio dei due è però a pezzi a seguito di una scelta pesante: quella di allontanare il bambino di sei anni che avevano adottato, Palo. Il problema è che il piccolo ha tentato di incendiare casa, deturpato il volto della sorella di Ema ed è tipo da congelare un gatto. Ema tenta di superare in diversi modi il senso di colpa per non aver saputo gestire e crescere Palo: accusa il marito di essere il responsabile di quanto avvenuto, danza il reggaeton per le strade della città con le amiche e compagne di letto, infine cerca nuove relazioni usando il sesso come arma di potere.Nulla lascia presagire che possa esserci una logica in quel trascorrere la giornata all'insegna del distacco emotivo, della promiscuità del corpo e del ballo come sedativo esistenziale.L'unico indizio che Larrain semina a più riprese in questo senso è la capacità di Ema di porsi di fronte a individui anche diversissimi tra loro e diventare entro pochi minuti una specie di silenzioso analista con cui ci si confessa volentieri. Questa caratteristica strappa molti sorrisi, così come il modo che ha di comunicare con il marito, fatto di definizioni senza mezze misure: passa, senza soluzione di continuità, dall'appellarlo "porco sterile" al definirlo "prezioso e bello". Pronuncia, letteralmente senza battere ciglio (a occhi spalancati e indifferenti), definizioni che uccidono e rianimano a distanza di pochi minuti. Viene naturale vedere in un siffatto atteggiamento un'instabilità radicata, una bipolarità conclamata. Invece, cosa ci sia davvero dietro a quello sguardo vitale eppure immobile si scopre negli ultimi dieci minuti di film. Un twist di grande efficacia, da cui scatta una benevola ilarità anche nello spettatore meno bendisposto a perdonare a Larrain un'ora e mezza di corpi che si dimenano da vestiti, su ritmi alla lunga fastidiosissimi per chi non abbia i vent'anni di oggi, e da nudi, in amplessi (scene comunque non da divieto ai minori) con chicchessia.Pablo Larrain stupisce ogni volta e non è un regista per tutti: al termine della proiezione stampa è stato applaudito ma c'era almeno metà sala, tra cui chi scrive, ancora interdetta.

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A Venezia matti per “Joker”, impareggiabile specchio dei nostri tempi

Phoenix e Philips profumano già di Oscar. Il loro Joker ci mostra il mondo di oggi e a che punto è la notte, ma non una qualsiasi: quella dell’anima.

Mettete da parte i pregiudizi. "Joker" di Todd Philips (sì, proprio il regista della trilogia comico-demenziale "Una notte da leoni") è un capolavoro moderno.Se ieri al Lido è stato presentato in concorso un film, quello di Polanski, che è un esempio di cinema senza tempo, destinato però a essere apprezzato da un pubblico amante delle opere in costume, quello di oggi e con protagonista Joaquin Phoenix è ciò che aspettavamo da anni: un film in grado di coniugare l'intrattenimento di massa targato DC/Marvel con quel che di meglio si può chiedere alla settima arte."Joker" si apre mostrando un giovane uomo, Arthur Fleck (Joaquin Phoenix), seduto di fronte a uno specchio da camerino, intento a interpretare, con l'aiuto delle dita appoggiate ai lati della bocca, le due maschere, quella che ride e quella che piange, da sempre simboli della commedia e della tragedia. Non è ancora comparso il titolo ma l'essenza dell'interpretazione da Oscar di Phoenix è già tutta qui: faccia mobile e dolore fisso. Piange ridendo, ride piangendo. La risata di Arthur arriva automatica, nevrotica, ogni volta che il dolore e la disperazione esondano. Su un bigliettino che tiene in tasca, il giovane è etichettato come malato di mente ma forse il suo unico vero handicap è credere nell'educazione e nel candore. La mamma, che lo chiama Happy, gli ha sempre ripetuto che è nato per far sorridere le persone e lui si esibisce come clown nei reparti pediatrici, ma il mondo è un posto orribile e le ingiustizie sono dietro l'angolo. Ci sono momenti precisi in cui la rabbia attecchisce, germoglia, cresce e poi si riproduce per talea. Arthur, suo malgrado, diventerà un simbolo della lotta di classe prima ancora di aver completato la sua trasformazione in Joker.Come antidoto non gli basta più la vita sognata, né la gentilezza di un amico o il tono paterno del suo mito televisivo (un gigioneggiante De Niro, perfetto nel ruolo). Da campione di moralità ad assassino moralizzatore il passo non è certo breve ma di sicuro irreversibile.I suoi (e i nostri) sono i tempi moderni e tornano ciclicamente, del resto lo erano già quelli di Chaplin (più di una citazione, un Manifesto). "That's Life", canta a più riprese Sinatra in sottofondo e conviene ballare. A proposito: fenomenale sia l'uso della colonna sonora che della danza (Larraín, in concorso con "Ema", fatti più in là)."Joker" non è solo un grande film ma il superbo specchio dell'attualità, intesa non in senso politicizzato bensì come momento storico di crisi, di quelli che ci sono già stati e sempre ci saranno. Sono i periodi in cui la massa esorcizza le proprie frustrazioni affidandosi a un leader: a volte ne sceglie uno che trae carisma dalla luce, altre dalla tenebra.C'è una scena in cui la folla depone sul cofano di un'auto il corpo di Joker (è svenuto) come posasse ai piedi della croce quello di un Salvatore che la monderà dal Sistema. Gli urla ripetutamente e a gran voce di alzarsi, pronta com'è a fare del "risorto" un culto e seguirne le orme. Peccato siano orme di sangue, lo stesso di cui il protagonista sente il sapore in bocca e con cui si dipinge un sorriso: perché è il dolore che nutre la maschera. Vale un po' per tutti.Il cerchio è chiuso, la città è in fiamme e noi con lei, stregati da un film che spiega meglio di qualunque saggio i tempi attuali e la genesi della violenza che li abita.

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Il ritorno di Battiato con un disco orchestrale

Franco Battiato torna sul mercato. Ma “solo” con un disco registrato dal vivo due anni fa

Franco Battiato torna sul mercato. Ma "solo" con un disco registrato dal vivo due anni fa. Mentre lui è ormai invisibile in pubblico da tanto tempo e si rincorrono voci più o meno inquietanti sulle sue condizioni di salute, questo cd (e doppio Lp) è già in preorder, uscirà il 18 ottobre e ha almeno un titolo che si spera sia profetico: "Torneremo ancora".È stato registrato durante i concerti in Italia con la Royal Philharmonic Concert Orchestra, una delle orchestre più importanti e prestigiose del mondo che, soltanto negli ultimi decenni, ha collaborato con Burt Bacharach, Tina Turner, Henry Mancini, Liza Minnelli, Sting, Stevie Wonder, José Carreras e Luciano Pavarotti.Nel corso delle date con Battiato, i maestri inglese sono stati diretti da Carlo Guaitoli che ha guidato l’esecuzione in chiave sinfonica di un repertorio che ha una marcia in più: Torneremo ancora, Come un cammello in una grondaia, Le sacre sinfonie del tempo, Lode all'inviolato, L'animale, Tiepido aprile, Povera patria, Te lo leggo negli occhi, Perduto amor, Prospettiva Nevsky, La cura, I treni di Tozeur, E ti vengo a cercare, Le nostre anime, L'era del cinghiale bianco. Sì, avete notato bene: c’è un brano inedito, quello che appunto dà il titolo al disco, “Torneremo ancora”. Dopo una carriera ultradecennale e aver composto brani destinati a passare alla storia della nostra musica leggera, Franco Battiato da tempo vive nella propria casa siciliana senza fare uscite pubbliche. Non si conoscono esattamente le sue condizioni di salute né il motivo che lo ha portato al ritiro (si spera temporaneo), ma ha fatto sapere di essere in netto miglioramento.

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Mondiali di basket, l'Italia vince all'esordio: travolte le Filippine 108-62

Vittoria larga e tanto spettacolo per gli azzurri nel debutto ai Mondiali contro le Filippine. Prossimo impegno lunedì contro l’Angola

Esordio vincente dell'Italia, i ragazzi di Meo Sacchetti superano nettamente le Filippine con il punteggio di 108-62 nel primo match dei Mondiali di basket.13 anni dopo l'ultima partecipazione iridata, l'Italbasket parte col piede giusto nel debutto di Foshan contro le Filippine. Arriva la reazione che ci si attendeva dopo le amichevoli di preparazione non certo entusiasmanti -6 sconfitte consecutive- con troppe incertezze e il giusto amalgama ancora da trovare. Una vittoria mai indiscussione per Danilo Gallinari e compagni che trovano il giusto feeling con il canestro senza dare scampo alle modeste Filippine, aggrappate unicamente ad Andray Blatche, centro ex Washington Wizards e Brooklyn Nets.La PartitaCoach Sacchetti sceglie per l'esordio il quintetto base -Hackett Belinelli Gallinari Datome Biligha- e l'inizio è subito scoppiettante con il primo quarto terminato con il roboante punteggio di 37-8. Cambia il quintetto azzurro a inizio secondo periodo, con l’ingresso di Alessandro Gentile e Luca Vitali. L'Italia è assolutamente dominante con le triple a ripetizione di Brooks, Gentile e Della Valle, gli azzurri chiudono metà partita 62-24 con ottimo impatto di tutti. Nel terzo quarto si ricomincia sporcando un po' le percentuali. Con il passare dei minuti, però gli azzurri dilagano nuovamente. Il largo vantaggio e l’andamento della partita permettono a Meo Sacchetti di girare tutta la sua rosa e soprattutto di far riposare i vari Gallinari, Belinelli e Datome. Il match è in pieno controllo, ma gli azzurri comunque non smettono di giocare e sfondano il muro dei 100 punti. Si chiude con la netta vittoria per 108-62. Due punti chiave per gli azzurri inseriti nel gruppo D che raggiungono la Serbia, una delle favorite finali, che ha superato senza problemi l'Angola con il risultato netto di 105-95. Prossimo impegno lunedì 2 settembre alle 9.30 contro l'Angola.Il TabellinoFILIPPINE – ITALIA 62-108 (8-37, 16-25, 15-23, 23-23)ITALIA: Della Valle 17, Belinelli 9, Gentile 6, Biligha 8, Vitali 2, Gallinari 16, Hackett 7, Filloy 7, Brooks 8, Tessitori 9, Abass 2, Datome 17. Coach Sacchetti. Segui già la nuova pagina Sport de IlGiornale.it?

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Inter, Conte snobba Icardi: “Ci fa causa? Siamo stati corretti”

Antonio Conte ha risposto alle domande dei giornalisti che l’hanno incalzato anche sul caso Icardi: “Continuo a non essere turbato perché abbiamo fatto tutto in maniera corretta. Non ne voglio parlare, è da otto mesi che si parla di questo”

Il caso Icardi sta inevitabilmente logorando l'Inter e i suoi tifosi che ormai da oltre sei mesi stanno sentendo parlare di questa assurda querelle che sta ora avendo anche degli strascichi legali. Nella serata di ieri, infatti, è uscita fuori la notizia secondo cui l'ex capitano ha deciso di intentare un'azione legale nei confronti del club di viale della Liberazione. 1,5 milioni di euro di risarcimento danni, circa il 20% lordo del suo stipendio, e il reintegro in gruppo: sono queste le richieste di Maurito che ha tutte le intenzioni di andare fino in fondo per far valere, a suo dire, i suo diritti.L'Inter è stata chiara fin dal primo giorno di ritiro con Icardi e l'ha fatto per bocca dell'amministratore delegato Giuseppe Marotta che aveva parlato in questi termini di Icardi e Nainggolan: "Entrambi non fanno parte del progetto tecnico della società". Il club è sempre andato in questa direzione nei confronti di Maurito che ha invece tenuto botta rifiutando ogni destinazione possibile: dal Monaco, alla Roma fino ad arrivare al Napoli. L'ex attaccante di Barcellona e Sampdoria sembra si sia impuntato e che ne stia facendo una questione di principio, più che tecnica o di attaccamento alla maglia.Marotta, ieri, si era detto fiducioso circa una possibile cessione di Icardi entro lunedì 2 settembre ma il ricorso fatto da Icardi presso il Collegio Arbitrale della Figc complica e non poco i piani della dirigenza nerazzurra che avrebbe voluto allungargli di un anno il contratto, fino al 30 giugno del 2022, per poi spedirlo all'estero in prestito oneroso al miglior offerente con Atletico Madrid, Monaco e Psg interessate. Pare che Icardi abbia 41 prove contro il club e vorrebbe anche far parlare i suoi compagni di squadra, che potrebbero essere sentiti come testimoni. A prendere parole ci ha pensato anche il legale di Maurito Giuseppe Di Carlo che ha parlato a Sportmediaset: "Non è una questione economica. Quello che interessa a Icardi è essere parte integrante del progetto Inter. Vi pare possibile che in due mesi di preparazione non abbia partecipato a un’amichevole?".L'ultimo in ordine di tempo a prendere parole circa l'argomento è stato Antonio Conte che ha risposto alle domande dei giornalisti presenti in conferenza stampa alla vigilia del delicato match contro il Cagliari: "Icardi ha fatto causa all'Inter? Posso solo dire che tutto è stato fatto nella maniera più corretta possibile, per il resto è otto mesi che si continua a parlare di questo. Non ci voglio entrare, voglio restare concentrato sui protagonisti di questa stagione e non altri". Conte ha poi chiuso: "Se sono turbato? Continuo a non essere turbato perché abbiamo fatto tutto in maniera corretta e continueremo a farlo. Siamo concentrati sul lavoro da fare in campo. Capisco che per altri è più importante cavalcare certe situazioni, ma noi siamo concentrati". Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?

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Tortura il gatto per vendicarsi della ex: denunciato operaio romeno

Per vendicarsi della compagna che lo aveva lascito, l’uomo ha chiuso il gatto in un trolley riempito di letame e lo ha appeso ad un cancello sotto al sole

Ha voluto vendicarsi della compagna che lo aveva lasciato colpendola nell’unico affetto che, forse, le era rimasta: il gatto. Il povero animale, vittima innocente della follia umana, è stato torturato da un romeno da un operaio romeno di 46 anni, incensurato, che ha sfogato nel modo più brutale possibile la rabbia che covava in corpo.La triste e sconcertante storia è avvenuta a Spilimbergo, in provincia di Pordenone. Lo straniero, Leonut H., non gradiva la presenza del gatto della sua ex nella casa dove vivevano prima della fine della relazione. Per questo, in un impeto di follia, ha preso di forza la bestiola e l’ha chiusa in un trolley riempito di letame. Giusto per essere sicuro che l’animale non si liberasse, il romeno ha chiuso la cerniera della valigia con filo di ferro.Ma ciò non era sufficiente ad appagare l’ira del 46enne. E così, l’uomo ha appeso il trolley a una cancellata sotto al solleone con appeso un foglio sul quale erano scritte parole piuttosto volgari contro la ex compagna, sua connazionale di 52 anni di professione badante,Per fortuna, la valigia è stata notata da un'anziana vicina di casa attirata dal continuo miagolio che ha allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono giunti i carabinieri che prima hanno liberato l’innocente gatto e poi si sono messi alla ricerca dell’autore del criminale atto, individuato grazie messaggio lasciato sul foglio. Il romeno, così, è stato denunciato per maltrattamento di animali.

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Temptation Island, Ciro Petrone chattava con altre donne: la rivelazione della fidanzata

La coppia formata da Ciro Petrone e Federica Caputo sarebbe a Temptation Island vip perché la ragazza avrebbe scoperto che l’attore chattava con altre persone

In questi giorni, il profilo Instagram ufficiale di Temptation Island ha iniziato a condividere i video di presentazione delle sei coppie che prenderanno parte alla versione VIP del fatual show di Canale5. La messa in onda del programma è prevista per la seconda metà di settembre. Tra le clip già rese note, ha fatto discutere quella di Ciro Petrone e della sua compagna Federica Caputo.I due dichiarano di aver scelto di partecipare a Temptation Island Vip perché circa otto mesi fa Federica avrebbe scoperto che Ciro si dilettava a chattare con altre donne. La ragazza non considera rispettoso il comportamento dell'attore e da quel momento si è insinuato nella sua mente il dubbio che Ciro Petrone possa averla tradita. Federica e l'attore hanno discusso molto a lungo su questo fatto e da allora i loro rapporti si sono incrinati. In Federica è in parte scemata la fiducia del ragazzo, che vuole dimostrarle di amarla. Temptation Island Vip potrebbe rappresentare un modo per verificare quanto la loro relazione sia solida per poter pensare a un futuro insieme.“Circa otto mesi fa ho scoperto che Ciro chattava con altre ragazze questa è l'occasione della vita, almeno per il nostro rapporto nel bene e nel male”, ha dichiarato la ragazza nel video di presentazione. Ciro Petrone sembra asserire alle parole di Federica Caputo prima di dire la sua: “Io penso di essere cambiato, ho tanta voglia di dimostrarlo a lei. Speriamo bene…”.Le registrazioni del programma sono in corso già da una settimana e per ora non trapela nessuna informazione dal resort sardo. Si sa solo che una delle coppie in gioco, quella formata da Nathalie Caldonazzo e dal suo compagno, sia partita già in crisi. Visualizza questo post su Instagram “Circa 8 mesi fa ho scoperto che lui chattava con altre ragazze” @federica_caputo e @ciropetrone_ sono un’altra delle sei coppie che parteciperà a #TemptationIslandVip Un post condiviso da Temptation Island (@temptationisland_official) in data: 29 Ago 2019 alle ore 9:52 PDT

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Melissa Satta al Festival di Venezia, sotto il vestito niente (o quasi)

L’ex velina è stata protagonista del red carpet del film “J’Accuse” al Festival di Venezia. La Satta si è presentata con un completo dal taglio maschile, ma sotto la giacca nera indossava solo un reggiseno in seta. Un look audace che ha lasciato tutti a bocca aperta

Melissa Satta ha lasciato tutti a bocca aperta, sfilando sul Red carpet del Festival di Venezia con un completo nero dal taglio maschile. L'ex velina ha sfoggiato un outfit audace e sensuale decidendo di non indossare niente sotto la giacca sartoriale nera. La profonda scollatura del completo, creato su misura per lei da Manila Grace (che ha vestito anche Bar Rafaeli anche lei al Festival di Venezia nonostante la gravidanza), ha messo in mostra il suo decoltè perfetto, valorizzato da un raffinato reggiseno in seta color rosa antico.Ben poco è rimasto all'immaginazione: l'attenzione di tutti è andata sul quel dettaglio del seno e della scollatura profonda di una giacca indossata sulla pelle nuda. Melissa Satta, calcando il red carpet della prima del film "J'Accuse", ha così ammaliato tutti i presenti, pubblico e fotografi, tutti pronti a immortalarla. Un outfit sexy e elegante che ha colpito al cuore anche il suo compagno, Kevin Prince Boateng, con il quale è tornato il sereno dopo mesi di lontananza. Il calciatore della Fiorentina ha, infatti, condiviso nelle sue storie di Instagram una fotografia della sua sfilata, con tanto di cuoricini. La coppia ha ricucito i cocci di un rapporto ormai logoro, ritrovando l'amore quando tutto sembrava portarli verso la separazione.Solo pochi mesi fa, Melissa Satta era stata protagonista a Cannes, al Festival del Cinema della costa Azzurra, dove lo spacco del suo abito verde smeraldo aveva suscitato non poco clamore. La modella sarda è, infatti, uno dei personaggi famosi più ricercati dai brand di moda, nazionali e internazionali, per eventi mondani e sfilate importanti vista la sua indiscussa bellezza.

Melissa Satta bomba sexy sul red carpet di Venezia

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Formula Uno, la Ferrari fa la voce grossa a Spa: Leclerc in pole davanti a Vettel

Formula Uno, Charles Leclerc ha fatto il record della pista e si è preso la pole position a Spa, in Belgio. Secondo Vettel, staccato di sette decimi, terzo Hamilton, quarto Bottas

Charles Leclerc ha compiuto qualcosa di grandioso nelle qualifiche del gran premio di Spa-Francorchamps, in Belgio. Il pilota monegasco della Ferrari, infatti, ha conquistato con merito la pole position, metttendosi alle spalle il compagno di squadra Sebastian Vettel e il campione del mondo in carica Lewis Hamilton dandogli un distacco davvero abissale: 748 centesimi al tedesco, 763 centesimi al pilota inglese della Mercedes. L'ex pilota della Sauber ha effettuato un giro da record facendo fermare il cronometro sul tempo di 1:42:519.Leclerc conquista così la sua terza pole position nella sua giovanissima carriera e domani si candida per vincere la sua prima gara in Formula Uno dato che fino a questo momento sono arrivati quattro terzi posti e un secondo posto. Molto bene anche Sebastian Vettel che ha dato segnali di ripresa, un po' distratto Hamilton che alla fine delle prove libere era andato a sbattere contro le barriere costringendo ad un lavoro extra i meccanici della Mercedes. Quarto posto per Valterri Bottas, quinto Max Verstappen, sesto posto per Ricciardo, settimo Hulkenberg, ottavo Raikkonen, nono Perez e decimo Magnussen. Raikkonen, però, partirà in sesta posizione per via della penalizzazione delle de Renault che scalano così in settima e ottava posizione.La Ferrari ha dimostrato, finalmente, di essere viva e domani in gara proverà a fare una doppietta che manca da troppo tempo in Formula Uno. La prima fila tutta rossa a Spa non accadeva da ben dodici anni quando Raikkonen e Massa si misero davanti alle due McLaren-Mercedes di Alonso ed Hamilton. A fine gara Leclerc si è detto felice per la pole ottenuta: "Ho ottime sensazioni, il primo settore non l'ho fatto come avre voluto ma poi siamo stati davvero bravi. Per la gara? Dobbiamo lavorare ancora ma oggi abbiamo fatto davvero molto bene e sono fiducioso".Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?

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Il Milan stende il Brescia di misura: 1-0 con Calhanoglu

Arrivano i primi punti in campionato per il Milan di Giampaolo che ha mandato al tappeto il Brescia di Corini per 1-0. Cori e striscioen per Sinisa Mihajlovic da parte dei tifosi

Il Milan di Marco Giampaolo riesce ad ottenere una vittoria fondamentale, seppur di misura, contro il Brescia di Eugenio Corini, orfano di Balotelli squalificato. Il gol della vittoria porta la firma di Calhanoglu che ha portato in dote tre punti importantissimi per i rossoneri, sconfitti all'esordio per 1-0 dall'Udinese di Igor Tudor. I rossoneri, ancora convalescenti e in cerca di un'identità precisa, hanno vinto con merito legittimando il risultato soprattutto nel finale con un palo colpito da Paquetà e con un gol divorato da Piatek. Da segnalare lo striscione in onore di Mihajlovic: "Con la grinta di chi ne ha affrontate tante, vinci la battaglia più importante: forza Sinisa”.Il Milan parte forte fin da subito che al 12' passa in vantaggio grazie a Calhanoglu che di testa batte Joronen eludendo la marcatura di Sabelli, distratto nella circostanza. André Silva prova il pallonetto al 21' ma non trova la porta di Joronen mentre al 36' tocca a Donnarumma compiere un grande intervento sul tiro al veleno, e deviato, di Sabelli. Nella ripresa il Milan continua ad aggredire e al 50' Castillejo non ci arriva di poco sull'assist di Rodriguez. Al 72' è il Brescia a rendersi pericoloso con Tonali che calcia potente un calcio di punizione che termina sull'esterno della rete. Piatek si divora il 2-0 all'85' calciando in bocca a Joronen mentre all'87' Kessiè non inquadra la porta da ottima posizione. Paquetà centra il palo all'89' e al 90' ferma Joronen. Il tabellinoMilan: Donnarumma G.; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodríguez; Kessié, Bennacer, Çalhanoğlu (65' Paquetà); Suso, Castillejo (80' Borini); André Silva (61' Piatek)Brescia: Joronen; Sabelli, Chancellor, Cistana, Martella (14' Mateju); Bisoli, Tonali, Dessena; Špalek (75' Tremolada); Torregrossa (46' Aye), DonnarummaReti: 12' Calhanoglu (M)Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?

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