Rosa Perrotta e Pietro Tartaglione presentano il piccolo Dodo

A pochi giorni dal parto, Rosa Perrotta e Pietro Tartaglione presentano il piccolo Dodo in esclusiva sul settimanale Chi e parlano del matrimonio, che si spera sarà prima dell’inverno

Rosa Perrotta e Pietro Tartaglione sono diventati genitori: il piccolo Domenico, Dodo come viene affettuosamente chiamato, è nato lo scorso 25 luglio riempiendo di gioia la vita della coppia. A 6 giorni dal parto i due hanno deciso di presentare il loro piccolo al mondo concedendo le foto esclusive al settimanale Chi in edicola.La gravidanza di Rosa Perrotta per tanti mesi è stata al centro di divertenti prese in giro bonarie sui social per la sua durata, che a molti è sembrata ben più lunga di 9 mesi. La stessa influencer ci ha spesso riso su e ha addirittura fatto parlare il piccolo Dodo in un post condiviso su Instagram, spiegano perché dal punto di vista del piccolo non era ancora giunto il momento di uscire.Ora che il parto c'è stato e che Pietro Tartaglione e Rosa Perrotta sono diventati genitori, la vita della coppia è cambiata radicalmente e si può anche pensare al matrimonio. In realtà le nozze si sarebbero già dovute celebrare lo scorso giugno ma la gravidanza dell'ex protagonista di Uomini e Donne ha avuto qualche piccolo problema, che ha convinto i due a non sottoporre Rosa a uno stress eccessivo. Il rinvio delle nozze aveva fatto temere il peggio ai fan della coppia ma per fortuna non c'era nessuna crisi all'orizzonte ma solo un'accortezza per il bene del piccolo. Ora che tutto è andato per il meglio Rosa e Pietro possono convolare a nozze e annunciano a Chi la data presunta del matrimonio: “Avremmo dovuto sposarci a giugno ma poi scoprirmi incinta, senza averlo programmato, ha scombinato tutto. Speriamo di sposarci prima dell'inverno.”Sulla nuova vita da mamma, Rosa Perrotta ha le idee molto chiare: “Dodo mi ha reso una vera chioccia. Sono così felice con lui e con Pietro che farei subito il secondo figlio.” Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da (@chimagazineit) in data: 30 Lug 2019 alle ore 11:54 PDT

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Meghan Markle diventa stilista per le donne inglesi disoccupate

Dalle pagine di Vogue UK di cui sarà editor dal prossimo numero di settembre, la Duchessa del Sussex ha annunciato la sua collaborazione con quattro brand di moda per offrire alle donne inglesi più bisognose gli abiti perfetti per un colloquio di lavoro

La Duchessa del Sussex ha annunciato che sta collaborando con i brand Marks & Spencer, Jigsaw, John Lewis e Misha Nonoo per lanciare una capsule collection di abbigliamento da lavoro per sostenere “Smart Works”, un'organizzazione benefica britannica che aiuta le donne disoccupate a trovare un posto di lavoro. La collezione, che sarà lanciata alla fine di quest'anno, sarà venduta su base individuale grazie al metodo di vendita one-to-one."Per ogni articolo acquistato da una cliente, uno verrà donato in beneficenza alle donne inglesi che ne hanno bisogno", ha rivelato Meghan durante l’intervista rilasciata nel numero di settembre di British Vogue di cui è diventata editor."Questo non solo ci permette di essere parte della vicenda nella storia, ma ci ricorda che ci siamo dentro insieme”, ha dichiarato la Markle che, da quando è diventata la moglie del Principe Harry, nonostante ami molto brand di lusso francesi come Dior e Givenchy, sta facendo di tutto per patrocinare marchi inglesi, soprattutto quelli più accessibili se non low cost, indossando in più occasioni capi che non superavano le 50 sterline.Il progetto in atto con i quattro brand di prêt-à-porter è pensato per offrire alle donne che cercano un lavoro il miglior look con cui presentarsi ai colloqui. Non solo pezzi classici per ruoli aziendali, quindi, ma anche sportivi e casual, da scegliere in base al posto di lavoro ambito. E alle donne che non potranno permettersi l’outfit gli abiti saranno regalati grazie al sistema di beneficenza lanciato dalla Duchessa del Sussex.Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it?

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Milan, Cutrone si congeda: “Grazie di tutto. Sarò per sempre rossonero”

Patrick Cutrone è stato ceduto al Wolverhampton ma ha prima voluto salutare i suoi ex tifosi del Milan con un lungo post su Instagram

Patrick Cutrone è ufficialmente un giocatore del Wolverhampton. Il classe '98 è stato ceduto dal Milan al club inglese per una cifra vicina ai 20 milioni di euro più bonus, che vuol dire corposa plusvalenza per la società di via Aldo Rossi. Il giocatore intercettato all'aeroporto aveva mostrato la sua soddisfazione per la nuova avventura ma anche la sua amarezza per questa cessione repentina e forse inaspettata: "Se mi dispiace andare via dal Milan? Avete visto tutti…". Visualizza questo post su Instagram I’m so happy for this new adventure! Ready to do my best! Cmon wolves @wolves #wolvesayweUn post condiviso da Patrick Cutrone (@patrickcutrone63) in data: 31 Lug 2019 alle ore 12:35 PDTCutrone è un nuovo giocatore dell'ambizioso Wolverhampton ma sulla sua pagina ufficiale di Instagram ha voluto salutare i tifosi del Milan: “Volevo dirti tante cose ma non so da dove iniziare”.. Caro Milan, è così. Mi hai accolto a 8 anni, ero un bambino che sognava di far gol a San Siro. Adesso sono cresciuto come calciatore e come uomo. Rossonero, in campo e nella vita. Un onore immenso. Grazie davvero a tutti: dallo staff, ai miei compagni. E un grosso abbraccio ai miei tifosi. Per sempre nel mio cuore: mi avete fatto sentire amato in ogni momento.Per me lasciare un ricordo nel vostro cuore è la vittoria più bella.Auguro il meglio alla società che amo, ai miei compagni e a voi tifosi!Con tutto il cuore, rossonero,Patrick".Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?

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La Juventus scippa Lukaku all'Inter: lo sgarbo ai rivali di sempre

La Juventus sta per chiudere l’acquisto di Romelu Lukaku: serve il sì di Dybal per chiudere in via definitiva l’affare. Beffati i nerazzurri che potrebbero virare su Cavani

La Juventus con un colpo di coda sta per soffiare Romelu Lukaku ai rivali storici dell'Inter che rischiano di rimanere con un pugno di mosche in mano. Nell'attuale rosa nerazzurra, infatti, ci sono solo due attaccanti, Lautaro Martinez e Matteo Politano più eventualmente Ivan Perisic che Antonio Conte considera come seconda punta e non come esterno, per sua stessa ammissione. Il club bianconero, invece, nonostante abbia diversi centravanti in rosa ha deciso di sferrare l'affondo decisivo per rinforzarsi e per fare uno sgarbo ai nerazzurri che erano da settimane sul belga. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport i due club sono già d'accordo sullo scambio quasi alla pari tra l'ex attaccante del Chelsea e Paulo Dybala che se dirà sì ai Red Devils sbloccherà definitivamente la trattativa.Lukaku ha già un accordo con la Juventus di 9 milioni di euro netti a stagione, inclusi i bonus, mentre Dybala per dire sì allo United pretenderebbe una cifra compresa tra i 10 e i 12 milioni di euro. Possibile che l'argentino possa rivedere al ribasso le sue pretese per far sì che la fumata diventi bianca. L'Inter, dunque, sta per essere scippata di un giocatore fortemente voluto da Antonio Conte e ora solo un "rimpiazzo" di assoluto valore, come ad esempio Edinson Cavani, potrebbe non far rimpiangere all'Inter il fatto di non aver chiuso subito per l'acquisto del belga che pare sia ormai destinato ad andare a rinforzare la rosa di Maurizio Sarri. Tutto questo Dybala permettendo: serve il sì della Joya per far sì che l'affare si sblocchi con i Red Devils che nel frattempo stanno prendendo informazioni anche su Mario Mandzukic, anche lui fuori dai programmi della società di Corso Galileo Ferraris.Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?

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Insulta vigilessa perché pugliese: 10mila euro di risarcimento

In val di Fassa, un automobilista multato si sarebbe rivolto alla vigilessa in ladino accusandola di non parlare la lingua del posto: condannato

È stato condannato in primo grado a 10.000 euro di risarcimento e tre mesi di reclusione per aver insultato una vigilessa in servizio. Protagonista della vicenda un imprenditore della val di Fassa, in Trentino.Nel 2017, l'uomo è stato multato dall'agente per aver parcheggiato in modo errato. L'automobilista, giunto sul posto poco dopo, si sarebbe rifiutato di mostrare i suoi documenti. Così, come riporta Il Messaggero, tra la vigilessa e il proprietario dell'auto è nata una vera e propria discussione: l'uomo si sarebbe rivolto all'agente in ladino, accusandola di non parlare la lingua del posto. La donna infatti è originaria della Puglia.Non solo, l'automobilista avrebbe anche accusato l'agente di fare un lavoro che sarebbe dovuto essere assegnato a una persona del posto. L'uomo si sarebbe poi allontanato senza pagare la multa.E il suo caso è finito in tribunale: ora la condanna in primo grado con risarcimento e reclusione.

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Si è spento Raffaele Pisu, l'attore aveva 94 anni

A 94 anni si è spento Raffaele Pisu, l’attore che ha fatto sognare i bambini degli anni Sessanta con il pupazzo Provolino e che ha raccontato l’Italia del secondo dopoguerra

Si è spento l'attore Raffaele Pisu, simbolo di un'epoca gloriosa per lo spettacolo italiano. Attore per il cinema e per il teatro, ha avuto importanti esperienze anche in televisione. Si è spento nella casa di cura di Castel San Pietro Terme dove era ricoverato da qualche tempo per le sue precarie condizioni di salute.Aveva 94 anni e ha scritto importanti pagine della storia italiana. Prima di diventare attore, infatti, Raffaele Pisu ha lavorato in radio. Nell'immediato secondo dopoguerra, dopo aver combattuto come partigiano e aver trascorso un periodo in un campo di internamento tedesco, Raffaele Pisu ha lavorato in radio. La sua voce ha scandito gli anni difficili della ricostruzione, ha raccontato l'Italia che stava rinascendo attraverso le frequenze di Radio Bologna. Ha recitato in commedie storiche a partire dagli anni Sessanta e ha lavorato con i più grandi al teatro e al cinema ma non ha mai abbandonato la radio, sua grandissima passione a cui tornava ogni volta che poteva. Nella sua carriera settantennale ha condotto anche Striscia la Notizia in coppia con Ezio Greggio per quasi due stagioni. È stato uno dei grandissimi dello spettacolo italiano, che ha accompagnato italiani attraverso diverse epoche con la sua battuta sempre pronta, con quell'ironia pulita e ingenua di cui oggi, probabilmente, si sente un po' la mancanza.A darne l'annuncio è stato suo figlio Antonio, regista. Ha voluto annunciare la dipartita del padre attraverso un post su Instagram, dove ha condiviso una tenera immagine della sua infanzia in compagnia dei suoi genitori. “Eravamo proprio belli tutti e tre insieme. Abbiamo riso, sperato, sperperato e goduto. Insieme. Sempre. Grazie per avermi reso quel bambino con un sacco di avventure stupende da raccontare vissute insieme al suo papà. Quella felicità però me la ricordo ancora troppo bene e muoio dalla paura di non ritrovarla mai più. Ciao papà che il viaggio ti sia lieve”, ha scritto l'uomo per ricordare suo padre. Antonio Pisu per lunghissimi anni ha creduto di essere figlio unico, fin quando non è comparso suo fratello. Paolo Rossi è nato nel 1966 a Rimini, frutto della passione di Raffaele Pisu con una donna nell'estate nel 1965 mentre l'attore girava “L'ombrellone”, capolavoro di Dino Risi ambientato sulla Riviera Romagnola.Paolo Rossi è arrivato nella vita di Raffaele e Antonio Pisu in età avanzata ed è stato l'attore a insistere per volerlo nella sua vita. È stato Raffaele Pisu a raccontarlo a Barbara d'Urso nel 2016 durante Domenica Live: “Pensavo fosse un attore interessato a fare una commedia, io facevo anche teatro in quel periodo. Mi ha lasciato una busta, ‘La guardi con calma, io penso sia una cosa bella'. Dentro c'era una lettera. […] Siamo stati insieme un mese, poi lei è sparita. Non ho mai saputo che era incinta.” Visualizza questo post su Instagram Eravamo proprio belli tutti e tre insieme. Abbiamo riso, sperato, sperperato e goduto. Insieme. Sempre. Grazie per avermi reso quel bambino con un sacco di avventure stupende da raccontare vissute insieme al suo papà. Quella felicità però me la ricordo ancora troppo bene e muoio dalla paura di non ritrovarla mai piú. Ciao papà che il viaggio ti sia lieve.Un post condiviso da ANTONIO PISU (@antoniopisu1984) in data: 30 Lug 2019 alle ore 11:59 PDT

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Jean Todt: “Schumi continua a lottare: ho visto il Gp con lui”

L’ex manager della Ferrari, Jean Todt, rassicura i tifosi del Cavallino sulle condizioni di Michael Schumacher dopo il grave incidente sulle piste da sci: “Continua a lottare, non si arrende”. E rivela: “Ho visto il Gp di Germania con lui”

Cinque anni e mezzo dopo l'incidente sulle piste da sci di Meribel, Michael Schumacher "continua a combattere. Non si arrende ed è nelle migliore mani". Jean Todt, presidente della Fia ed ex manager della Ferrari, ha raccontato a Radio Montecarlo diverse cose interessanti sull'ex pilota del Cavallino, che si sta sottoponendo a una lunga riabilitazione. E le cose, secondo Todt, stanno lentamente migliorando. Il campione tedesco è cosciente e sta abbastanza bene. "Sono sempre molto cauto quando faccio queste dichiarazioni – ha detto l'ex manager della Ferrari – ma è vero: ho guardato con lui nella sua casa in Svizzera le gare di Formula 1".Certo, il sette volte campione del mondo (di cui cinque con la Ferrari) non può essere lo stesso di qualche anno fa. "Naturalmente la nostra amicizia non è uguale a quella che era prima dell'incidente, dato che non c'è più la stessa comunicazione che avevamo prima. Ma Michael continua a lottare, e con lui la sua famiglia", ha detto Todt, che da anni fa regolarmente visita a Schumacher. Insieme, domenica, hanno visto l'ultimo Gp di Hockenheim, questo è sicuro. Ed è probabile che non si siano persi l'esibizione del figlio di Schumi, Mick, al volante per tre giri di pista della Ferrari con cui il papà si laureò per l'ultima volta campione del mondo di Formula 1.

Mick Schumacher sulla Ferrari del papà: le foto più belle

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Naomi Campbell allontanata da un hotel: “Mandata via perché nera”

Anche la Venere Nera è stata vittima di razzismo: il personale di un hotel in Francia l’ha allontanata a causa del colore della sua pelle

Naomi Campbell è stata recentemente vittima di razzismo presso un hotel francese. La super topmodel aveva scelto il sud della Francia per trascorrere qualche giorno in compagnia di un amico ma è stata mandata via dalla struttura a causa del colore della sua pelle.È stata la stessa Naomi Campbell a raccontare l'episodio a Paris Match. La Venere Nera si trovava in Francia nei giorni del Festival di Cannes e avrebbe dovuto prendere parte a un evento in un hotel in Costa Azzurra ma il personale dell'albergo l'avrebbe bloccata impedendole l'ingresso. Il racconto della super topmodel è molto forte: “Il ragazzo all’ingresso ha finto che il posto fosse al completo, ma ha lasciato passare altre persone. Non volevano che io e il mio amico entrassimo a causa del colore della nostra pelle. È per questi incidenti rivoltanti, che continuerò a far sentire la mia voce.”La Venere Nera ha sempre denunciato episodi di razzismo durante tutta la sua carriera, ha più volte espresso il desiderio che nel mondo della moda ci fossero pari diritti e opportunità. Naomi Campbell ha iniziato la sua lunghissima attività come modella negli anni Ottanta e la sua speranza è sempre stata quella che nel corso degli anni le cose cambiassero. Alla luce degli ultimi eventi, purtroppo sembra non ci siano stati molti cambiamenti in questi anni: “La parola diversità è ovunque oggi, ma non era così quando ho iniziato. Ho sempre desiderato che le persone fossero trattate in modo equo, ma non è così ovvio. La sfida è permanente.” Dall'alto della sua lunghissima e scintillante carriera, Naomi Campbell ha voluto dare un consiglio a tutte le ragazze e i ragazzi che oggi si avvicinano al mondo della moda: “Non lasciate mai che qualcuno sottostimi il vostro valore. In questo lavoro dovete armarvi di forza e coraggio e avere a fianco i familiari e un buon agente.”

Naomi Campbell, 45 anni da Venere Nera

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Valerio Staffelli celebra le nozze d'argento: “Un calciatore si era invaghito di mia moglie”

L’inviato di Striscia la notizia fa un’importante confessione, in occasione della celebrazione dei 25 anni di matrimonio con la moglie

Un inviato storico di Striscia la notizia, il tg satirico di Antonio Ricc

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Bibbiano, Nek risponde agli insulti rossi: “Bah, passo e chiudo…”

Nek adesso non usa giri di parole e risponde per le rime a chi lo ha attaccato per il suo post su Bibbiano: “Vi pare giusto?”

Nek reagisce. Non ci sta a subire attacchi gratuiti per il suo appello a far luce su quanto accaduto a Bibbiano. Come è noto, il cantante sui social ha lanciato un messaggio chiaro per chiedere verità su una vicenda che finora ha diverse ombre. Lo ha fatto con semplicità, con queste parole: "Sono un uomo e sono un papà. È inconcepibile che non si parli dell’agghiacciante vicenda di #bibbiano Penso a mia figlia e alla possibilità che mi venga sottratta senza reali motivazioni solo per abuso di potere e interesse economico. È proprio così. Ci sono intere famiglie distrutte, vite di bambini di padri e di madri rovinate per sempre…e non se ne parla. Ci vuole giustizia!!".Parole che hanno subito scatenato la reazione degli haters "rossi" che su Facebook e Twitter hanno messo nel mirino il cantante. Ma non ci sono solo gli haters ad attaccare Nek. C'è anche Luca Bottura che su Repubblica non ha usato certo toni morbidi per il cantante: "Filippo Neviani, in arte Nek esordì a Sanremo con una canzone antiabortista che risulta tutt'ora nella lista dei crimini contro l'umanità, dopo Nagasaki e Hiroshima ma comunque prima del gelato gusto Puffo".Livore gratuito contro chi ha espresso un'opinione legittima e che viene deriso anche sul fronte professionale. Ma Nek non ci sta e così ha deciso di reagire e dire la sua rispedendo al mittente tutti gli insulti ricevuti: "Paragonare una mia canzone di 25 anni fa a un crimine contro l’umanità, uno di quelli veri… Ma certo, è normale, si fa, è satira! Tirare fuori addirittura i lager e Salò. Ok, è sempre satira! Ma sarà davvero satira accostare tutto questo? Una canzone che legittimamente può o non può piacere, con eventi e tragedie che hanno segnato la storia di tutti noi? Bah!! Passo e chiudo". Poi chiama in causa in modo esplicito Bottura: "Non discuto la critica – scrive Nek – Sono quasi 30 anni che ci sono abituato. Né tantomeno, quando è attinente, la satira. Evviva la libertà di espressione, del signor Bottura, della stampa, quella di ognuno di noi, ma anche la mia". Ma dopo aver regolato i conti con chi l'ha insultato, Nek rilancia il suo appello per Bibbiano: "Ho espresso un pensiero su una vicenda che mi stava a cuore, e che ritengo importante. Sono stato oggetto di critiche, giudizi, insulti, strumentalizzazioni e forzature. Me ne faccio serenamente una ragione. E certo non mancherò di esprimermi ancora ogniqualvolta ne sentirò il bisogno". Insomma il cantante non usa giri di parole e non torna sui suoi passi dopo aver chiesto verità per Bibbiano.

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